«Abbiamo criticato lo spot in difesa dei bambini Down perché poteva causare problemi alle coscienze di chi ha fatto scelte di vita differenti»

Dopo aver criticato le emittenti che hanno trasmesso lo spot “Cara futura mamma”, l’autorità della tv francese prova a spiegarsi. Ma la toppa è peggio del buco

down-video-spot-hNon si possono diffondere spot a favore della vita dei bambini Down perché potrebbero offendere le donne che hanno deciso di eliminarli attraverso l’aborto. Quando si dice che la toppa è peggiore del buco. Dopo le insistenti polemiche scatenate in Francia dalla decisione del Csa (autorità francese del settore audiovisivo), che ha rimproverato le emittenti televisive che hanno diffuso lo spot “Cara futura mamma”, l’autorità ha pubblicato un comunicato stampa per spiegare la sua posizione.

IL COMUNICATO. In precedenza il Csa si era limitato ad osservare che lo spot era «ambiguo», non «di interesse generale» e poteva «portare a controversie». Nel comunicato stampa ha specificato: «Il Consiglio non cessa di sostenere tutte le iniziative di lotta contro la stigmatizzazione delle persone handicappate e in favore del loro inserimento nella società. Di conseguenza, incoraggia l’insieme dei media a fornire un’immagine profondamente rispettosa della loro vita personale e sociale».

natalia-jojo-sindrome-downLA SPIEGAZIONE. Non solo, «il Consiglio non ha mai voluto interferire con la diffusione [dello spot] in televisione. In effetti, constata che il messaggio presenta un punto di vista positivo sulla vita dei giovani trisonomici e incoraggia la società ad aprire al loro inserimento». Retromarcia dunque? No, perché poi il Csa aggiunge, svelando il vero motivo del suo “rimprovero” originario: «Allo stesso tempo, il Consiglio ha osservato che questo messaggio era suscettibile di causare problemi alla coscienza delle donne che, nel rispetto della legge, hanno fatto scelte di vita differenti. Di conseguenza, l’inserzione dello spot nello spazio pubblicitario è inappropriato».

RECORD DI ELIMINAZIONI. Insomma, dopo un mare di belle parole sui poveri bambini Down che non devono essere discriminati, l’autorità francese afferma che uno spot che ha come scopo di «mostrare che è possibile essere orgogliosi delle persone con trisomia 21 e che queste possono inserirsi nella società e riuscire nella vita malgrado le difficoltà» non deve essere trasmesso in pubblico per non offendere quelle donne che hanno deciso di abortirli.
Davanti a questo comunicato, nessuno può stupirsi se, come scritto dalla Fondazione Jerome Lejeune, «la Francia è il paese leader nell’eliminazione dei bambini con trisomia 21 prima della loro nascita (96%)».