Sparatoria negli Usa: uccisi quattro marines. L’ipotesi è «terrorismo interno»

L’attentatore, musulmano di origine kuwaitiana, si chiama Muhammad Youssuf Abdulazeez, ed è stato ucciso dalla polizia dopo aver assalito un ufficio di reclutamento della Marina nel Tennessee. Sul suo blog: «La vita è breve e triste»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

È entrato in un centro riservisti della Marina americana e poi in un centro di addestramento militare di Chattanooga, Tennessee. E ha aperto il fuoco. Muhammad Youssuf Abdulazeez (foto in basso) ha così ucciso quattro marines e ferito tre persone, prima di essere ucciso a sua volta.

SPARATORIA. Il cittadino americano di 24 anni, originario del Kuwait, è arrivato alle 11 di giovedì (ora locale) all’ufficio di reclutamento della Marina in auto, armato di fucile. «I primi colpi sono stati sparati dall’auto», ha riferito l’Fbi, aggiungendo che la sparatoria è durata circa 30 minuti.

TERRORISMO? Non si conoscono le ragioni dell’attentato. Il procuratore Bill Killian ha affermato che la vicenda per il momento viene «trattata come atto di terrorismo interno», poi ha ritrattato la dichiarazione affermando che «stiamo ancora indagando per sapere se si tratta di terrorismo interno». Si teme però che l’uomo fosse affascinato dall’estremismo islamico, in particolare dall’Isis.

PADRE INDAGATO. Secondo il New York Times, il padre dell’attentatore era stato indagato in passato per «possibili legami con organizzazioni terroristiche straniere». Anche Abdulazeez era sotto sorveglianza ed era già stato interrogato una volta dopo un viaggio all’estero. Poi però era stato tolto dalla lista dei sospetti.

«SOTTOMETTERSI AD ALLAH». Abdulazeez si era laureato in ingegneria nel 2012 ed era un esperto di arti marziali. I vicini lo ricordano come un tipo molto gentile, che da piccolo giocava con gli altri ragazzini del quartiere. L’attentatore aveva anche un blog, dove parlava spesso dell’islam. Il 13 luglio aveva scritto: «La vita è breve e triste», i musulmani non dovrebbero «perdere occasione di sottomettersi ad Allah».

«NOI NON INSEGNIAMO QUESTO». Un altro messaggio invece recitava: «Chiediamo ad Allah di darci la completa comprensione del messaggio dell’Islam, la forza di vivere nella sua conoscenza e di sapere il ruolo che dobbiamo giocare per stabilire l’Islam nel mondo». I fondatori della moschea che frequentava di solito, l’Islamic Society of Greater Chattanooga, hanno detto che non aveva mai fatto intendere di essere un estremista. La moschea ora è in lutto: «Noi non facciamo parte di quella ideologia folle. Non è il messaggio che insegniamo qui. Non possiamo controllare quella che la gente fa a casa propria».

Foto Ansa/Ap

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •