«Sono ateo e di sinistra. Matrimonio gay? Errore indotto da 40 anni di rullo compressore femminista»

Intervista a Lionel Lumbroso, uno dei dodici portavoce della grande Manifestazione per tutti che a Parigi è sfilata contro il matrimonio e l’adozione gay.

«Sono ateo, di origini ebraiche, legato a Cristo e di sinistra riformista». Così si descrive Lionel Lumbroso (nella foto), uno dei portavoce della grande Manifestazione per tutti che domenica scorsa ha portato in piazza a Parigi contro il matrimonio omosessuale che il partito socialista di Hollande vuole approvare quasi un milione di persone. «La gente e i giornalisti vogliono le cose semplici, ma la mia realtà è un po’ più ricca e complessa» afferma a tempi.it, spiegando perché ama la diversità, di cui la sua storia è simbolo, e quindi la natura del matrimonio come unione tra uomo e donna che «40 anni di rullo compressore femminista vuole portarci a credere uguale all’unione omosessuale».

Lei è iscritto nel collettivo “La sinistra per il matrimonio repubblicano”. Che cos’è?
La Manifestazione per tutti è un movimento lanciato da Frigide Barjot, il cui vero nome è Virginie Télenne, insieme a due miei cari amici: Laurence Tcheng e Xavier Bongibault. Altri, me compreso, si sono aggiunti ad ottobre. Oggi ci sono una dozzina di portavoce del movimento e ognuno ha una sua specificità, ognuno rappresenta un punto di vista specifico. “La sinistra per il matrimonio repubblicano” è il nome del collettivo creato da Laurence Tcheng, uomo di sinistra, nel quale io mi sono iscritto. La mia specificità è che sono di origini ebraiche, ateo, legato a Cristo e di sinistra riformista. Ecco perché mi sono iscritto al collettivo di Laurence, ma con Frigide abbiamo anche deciso di creare un collettivo che ricordasse il mio ebraismo. Ecco, dunque, “David et Eugena”.

Che cosa vuol dire sinistra riformista? Non appoggia Hollande?
Io seguo il solco tracciato da Pierre Mendès-France, Michel Rocard ecc., corrente che da noi è chiamata “seconda sinistra”. Credo di avere una visione moderna della politica, che supera la contrapposizione sinistra-destra. Mi piace questa formula di un amico: “Noi abbiamo bisogno di due gambe per camminare, la destra e la sinistra”. Dopo che De Gaulle ha governato con i comunisti nel 1947, destra e sinistra si sono sempre più avvicinati, la sinistra è stata obbligata ad assumere valori e misure di destra per governare meglio e la destra a diventare più “sociale” per farsi apprezzare dalla gente e continuare la tradizione repubblicana francese. Ho votato per 25 anni il Partito socialista, ma non Ségolène Royal, che non avrebbe avuto il giusto peso specifico, e ho trovato molte qualità politiche in Sarkozy, per cui l’ho votato sia nel 2007 che nel 2012. Ho scelto Francois Hollande al secondo turno delle primarie del Partito socialista ma avrei voluto poter votare per Dominique Strauss-Kahn, che avrei voluto come presidente del paese come la maggioranza dei francesi. Purtroppo, le sue imprudenze sessuali lo hanno eliminato dalla corsa, e anche se stimo Hollande e le sue idee sociali e liberali, importanti anche per la “seconda sinistra”, non pensavo avesse una statura di uomo di Stato paragonabile a Sarkozy.

Di sinistra e ateo: perché è contro il matrimonio omosessuale?
Io sono soprattutto un “onesto uomo del 21esimo secolo”, che cerca di essere il miglior individuo autonomo possibile e che cerca di capire da 50 anni da dove viene la nostra civiltà e dove può andare. La gente e i giornalisti vogliono le cose semplici, ma io sono ateo, ebreo e di sinistra e quindi la mia realtà è un po’ più ricca e complessa. Io mi sento legato alla tradizione giudaico-cristiana tanto quanto alla filosofia greca e occidentale e posso assicurare che questo è sufficiente per dare importanza a una tradizione come il matrimonio. La mia filosofia mi dice che la discriminazione, in senso positivo, la differenziazione tra le cose, è indispensabile al pensiero. La salita al potere, da 40 anni a questa parte, dei valori femminili ci ha condotto ad aspirare a confondere tutto. Il femminismo è stato un progresso, ma seguirlo troppo è stato un errore. Il femminile non vuole distinguersi, aspira a considerare tutte le cose allo stesso modo proprio come una madre abbraccia tutti i suoi figli nello stesso amore. Il maschile è indispensabile, al contrario, per differenziare, tagliare, distinguere, ecc. Ma il maschile è screditato da 40 anni dal rullo compressore femminile che ha portato a delle aberrazioni come questo progetto di legge, il quale pretende di affermare contro ogni evidenza, che l’unione tra un maschio e una femmina è esattamente la stessa cosa che un’unione omosessuale. Che non è vero, ed è importante mantenere questa distinzione.

E per quanto riguarda l’adozione?
Ci sono dalle 20 mila alle 30 mila famiglie omosessuali in Francia. Questa realtà mi si impone, non la posso cambiare, e voglio credere che i bambini di queste famiglie siano felici ed educati in modo normale. Io, al contrario di quello che propone la Manifestazione per tutti, sarei pronto a sostenere l’adozione per le coppie omosessuali unite civilmente.

Aiuterà a pagare i 100 mila euro con cui vi hanno multato per avere rovinato il prato di Champs-de-Mars? Non sarà una vendetta socialista per la riuscita della manifestazione?
È una richiesta meschina, ma non ha importanza. Inoltre, la Prefettura di Parigi ha autorizzato la manifestazione nel luogo dove l’abbiamo fatta, per cui i 100 mila euro bisogna chiederli a loro. Ma questa è una idiozia, dal momento che la Prefettura rappresenta a Parigi il governo del Partito socialista.

Perché Hollande non vi vuole ascoltare?
Siccome la politica sociale, economica e internazionale che porta avanti è quasi uguale a quella di Sarkozy, ha bisogno di portare avanti simboli “di sinistra” per convincere il suo elettorato che le cose cambiano rispetto a prima.

Quindi la manifestazione è fallita?
No. Noi cerchiamo di fare indietreggiare non il governo ma i deputati del Partito socialista, che sono un auditorio interessante per noi perché c’è un numero non indifferente di loro che è contro il progetto di legge. Purtroppo sono obbligati a piegarsi alla disciplina di voto del partito. Se noi riusciamo a far capire loro che su una questione così è più importante votare in base alla propria coscienza che seguire le direttive di partito, avremo fatto un bel passo avanti.

Che cosa pensa in sintesi della sinistra di Hollande?
Prima di tutto, Hollande non doveva fare il presidente ma è dovuto subentrare al ben più adatto DSK e quindi cerca di arrangiarsi. A novembre ha fatto un “Patto di competitività” che è ben visto per rilanciare l’economia e poi è intervenuto militarmente in Mali, cosa che fa sempre bene a un presidente e aiuta a creare l’unità nazionale. Questo vale oggi come valeva per l’operazione in Libia.