L'analfabetismo di Landini, la ragionevolezza della sinistra riformista, lo scandalo Grosso nascosto sotto il tappeto. Rassegna ragionata dal web
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (foto Ansa)
Su Fanpage Maurizio Landini dice:
«Qualsiasi potere che limita l'azione del Governo, semplicemente perché richiama al rispetto delle regole e delle leggi del nostro Paese, viene considerato come un impedimento, come un ostacolo da eliminare. È una logica autoritaria pericolosissima, che non c'entra nulla con i principi e con i valori della nostra Costituzione».
Quell’analfabeta di Landini non sa che la magistratura non è un potere dello Stato, bensì un ordine delegato a garantire il rispetto delle leggi. E proprio il fatto che la struttura corporativa della magistratura - nel vuoto della politica post 1992 - si sia trasformata in un “potere”, ha sbilanciato gli equilibri tra le istituzioni del nostro Stato, innanzi tutto con grave danno dei lavoratori alcuni dei quali (sempre meno) così disperati da rivolgersi persino all’analfabeta Landini.
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Su Formiche Yelenja Lucaselli dice:
«La riforma nasce da principi tecnici, condivisi anche da chi non è di destra. Non è politica, ma funz...
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