Voci da Aleppo, sprofondata in una nuova guerra tra esercito di Al-Sharaa e i curdi. Il vicario apostolico Jallouf: «La Siria non può essere governata da un colore solo»
Le forze di sicurezza del governo siriano si preparano a combattere le Forze democratiche siriane curde ad Aleppo (foto Ansa)
«Sopra Aleppo si è aperto l'inferno». Così monsignor Joseph Tobji, arcivescovo maronita della città siriana, descrive a Tempi i quattro giorni di durissimi combattimenti tra l'esercito governativo e le Forze democratiche siriane (Fds), l'alleanza di milizie curde alleate degli Stati Uniti che ha sconfitto lo Stato Islamico a Raqqa nel 2017 e che ne ha impedito il ritorno nel paese da allora.
I combattimenti, iniziati il 6 gennaio e deflagrati con spaventosa violenza l'8 gennaio, sono andati avanti fino alle 6 del mattino di ieri, quando gli Usa sono riusciti a mediare un cessate il fuoco, poi fallito. Secondo Al Jazeera una cinquantina di autobus sono entrati nei quartieri di Aleppo controllati dai curdi e interessati dai combattimenti, Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, per permettere ai soldati delle Fds di uscire. Ma questi hanno dichiarato che «uscire vuol dire arrendersi: resteremo a difendere i nostri quartieri».
Il governo guidato dall'autoproclamato presidente Ahmed al-Sharaa, già lea...
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