Siria, Maloula. I ribelli “moderati” hanno «bruciato le croci delle chiese e rubato la statua di Cristo»

Secondo padre Makarios Kallouma, gli islamisti di Al Nusra e Fronte islamico, che combattono l’Isil, «hanno anche dissacrato le tombe del cimitero per trovare i resti di santa Tecla»

Padre Makarios Kallouma, segretario del patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente per i greco-cattolici, ha raccontato all’agenzia di stampa Novotsi cosa hanno fatto i miliziani di Al Nusra, legati ad Al Qaeda, e della brigata Ahrar Al Sham, che fa parte del Fronte islamico, a Maloula dopo il rapimento delle suore.

«DISSACRATO LE TOMBE». Gli stessi islamisti che stanno combattendo lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) a Raqqa e Aleppo, e che hanno causato la morte di 700 persone in nove giorni, «hanno smontato le campane di tutte le chiese di Maloula e hanno incendiato l’area del monastero di Santa Tecla e di San Sergio», dichiara padre Makarios. «Inoltre, hanno dissacrato le tombe del cimitero per trovare i resti di santa Tecla e fatto e pezzi e poi bruciato due croci di altrettante chiese».

SUORE RAPITE. Le violenze anticristiane dei terroristi islamici non finiscono qui. Secondo il sacerdote, infatti, hanno anche «rubato la statua di bronzo di Cristo, inaugurata nel 2008 e posta dentro il monastero di Santa Tecla».
A oltre un mese dal rapimento non ci sono ancora notizie sulla sorte delle 13 suore rapite a Maloula dai terroristi, che secondo il quotidiano libanese Al Akhbar avrebbero cominciato a vendere su internet i reperti ritrovati nelle chiese della città simbolo del cristianesimo in Siria.