Siria. «La battaglia contro il terrorismo a Idlib è indispensabile»

Ieri si sono incontrati a Teheran i presidenti di Turchia, Iran e Russia. Erdogan, Rohani e Putin intendono trovare una «soluzione politica» per risolvere il conflitto ma non vogliono scendere a patti con Isis e Al-Qaeda

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Russia, Iran e Turchia non hanno raggiunto un accordo sul cessate il fuoco a Idlib. Quella che si prospetta come l’ultima grande battaglia della guerra siriana, che dura ormai da sette anni e nella quale sono morte quasi mezzo milione di persone, è indispensabile al presidente Bashar al-Assad per riconquistare tutto il territorio nazionale, ma rischia di causare una catastrofe umanitaria.

PUTIN, ROHANI, ERDOGAN. Vladimir Putin, Hassan Rohani e Recep Tayyip Erdogan hanno convenuto ieri a Teheran che non ci può essere soluzione militare al conflitto e che è necessario un negoziato politico. Mentre però il presidente turco ha chiesto subito una tregua, gli omologhi russo e iraniano hanno insistito che nessuna trattativa è possibile con i terroristi islamici di Al-Qaeda e Stato islamico, che occupano la maggior parte della provincia di Idlib.

CRISI DI RIFUGIATI. Erdogan ha detto chiaramente che la battaglia rischia di far fuggire all’interno dei confini turchi centinaia di migliaia di persone, una situazione che Ankara non è in grado di gestire. Putin, pur affermando che «in generale il presidente turco ha ragione», ha ribadito però che senza un interlocutore credibile è impossibile raggiungere un accordo di qualunque tipo.
ELIMINARE I JIHADISTI. Nel documento finale i tre presidenti hanno affermato quindi che è necessario eliminare lo Stato islamico, il Fronte al-Nusra e gli altri gruppi legati ad Al-Qaeda. Mentre è stata riconosciuta la presenza di altri gruppi ribelli con i quali potrebbe essere concluso un accordo. Pur convenendo che bisogna fare il possibile per evitare vittime civili, Rohani ha aggiunto che «la battaglia contro il terrorismo a Idlib è indispensabile».
Foto Ansa

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