Siria, fatwa salafita: i ribelli possono stuprare le donne cristiane e alawite, «non quelle sunnite»

Yasir al-Ajlawni, sheikh salafita, ha affermato che non è contrario ai precetti dell’islam stuprare «qualunque donna siriana non sunnita».

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I ribelli siriani possono stuprare le donne, basta che non siano sunnite: è il contenuto di una fatwa diffusa ieri su Youtube ed emessa da Yasir al-Ajlawni. Per lo sheikh salafita, di origine giordana residente a Damasco, i ribelli possono stuprare «qualunque donna siriana non sunnita»: catturare e violentare donne alawite o cristiane non sarebbe dunque contrario ai precetti dell’Islam.

CRISTIANI IN FUGA DA ALEPPO. La notizia arriva insieme a quella della conquista di Cheikh Maksoud, quartiere di Aleppo, da parte dei ribelli, che combattono da oltre due anni contro il regime di Bashar Al-Assad. «Quel quartiere» riferisce il missionario padre David Fernandez a Fides, «si trova su una collina che domina Aleppo e rappresenta un settore strategico per chi vuole puntare a conquistare la zona centrale della città, dove ci sono anche i palazzi del governo. Mi dicono che già molte strade del centro sono state chiuse e non ci può passare più nessuno, perché dai palazzi i franchi tiratori sparano su tutto quello che si muove».

STUPRI E OMICIDI. Cheikh Maksoud è un quartiere tradizionalmente cristiano di Aleppo. Negli ultimi giorni più di 300 famiglie cristiane sono fuggite per timore (giustificato) di essere bersagliate dai ribelli: «Almeno 120 cristiani» continua padre David «hanno trovato rifugio nella casa dei fratelli maristi. Ho sentito dire che ci sono stati omicidi e stupri di donne perpetrati ai danni di famiglie che erano collegate all’esercito governativo. Ma le informazioni che arrivano sono tante e a volte contraddittorie, e per il momento non c’è modo di verificarle».

 

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