Siria, duemila cristiani in ostaggio a Kanaye: «Devono convertirsi all’islam per non essere uccisi»

Da sabato sera un commando di Al Nusra ha in mano una comunità cristiana del villaggio. L’allarme di monsignor Nazzaro: «Se una sola donna uscisse senza il velo, tutti gli abitanti verrebbero passati per le armi»

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Da sabato sera sono bloccati nel villaggio di Kanaye, in Siria, invaso dai miliziani di Al Nusra e dai salafiti: duemila cristiani rischiano in queste ore il massacro, qualora non accettassero di convertirsi all’islam. A dare la notizia del sequestro è il vescovo emerito di Aleppo, monsignor Giuseppe Nazzaro, avvertito da uno degli abitanti del Paese che è riuscito a prendere il telefono e a chiamare di nascosto il religioso.

L’ARRIVO E LE MINACCE. «In base alle informazioni ricevute gli al qaedisti stranieri sono entrati nel villaggio e hanno impedito al parroco di suonare le campane per avvertire del pericolo i suoi compaesani», sono le parole di monsignor Nazzaro, riportate da TgCom24. Il presule teme per le sorti della piccola comunità siriana, costretta ad abiurare la propria fede cristiana: «Hanno bloccato le vie di accesso e ordinato alla popolazione di adeguarsi alla legge coranica. Se anche una sola donna dovesse uscire senza il velo islamico, tutti gli abitanti del villaggio verrebbero passati per le armi. La gente era terrorizzata ma purtroppo da stanotte non sono più riuscito a mettermi in contatto con loro e non ho ulteriori notizie».

AD ALEPPO UCCISI 15 BAMBINI. In quella stessa regione, l’Idlib, nel 2012 era stato conquistato con modalità simili un villaggio non lontano da Kanaye, Ghassanieh: i luoghi sacri erano stati saccheggiati, le abitazioni erano diventate alloggi e roccaforti dei ribelli, e i cristiani si erano dati alla fuga sotto minaccia di morte. «Anche Kanaye rischia la stessa sorte – continua monsignor Nazzaro – ed è assurdo che nessuno muova un dito per proteggere i cristiani siriani». Ad Aleppo, intanto, nel nord del Paese, ieri un raid aereo condotto dalle forze governative ha provocato la morte di 83 persone, di cui 15 bambini.

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