Siria, Del Ponte (Onu): «I ribelli hanno usato il gas Sarin?»

Anche Damasco e Mosca portano nuove prove contro i ribelli ma per quanto riguarda l’attacco del 21 agosto la responsabilità di Assad sembra evidente

«Forse i ribelli hanno usato il gas Sarin il 19 marzo. Ma dobbiamo accertarlo, come per tutti i 14 casi sospetti su cui stiamo indagando. Non esistono ancora prove concludenti». Così ha dichiarato in un’intervista a Repubblica Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu sulle violazioni ai diritti umani in Siria.

RIBELLI E GAS SARIN. Non è la prima volta che il commissario Onu parla della possibilità che i ribelli abbiano usato l’arma chimica il 19 marzo, quando 26 membri dell’esercito siriano sono morti nei dintorni di Aleppo dopo aver respirato un agente tossico. Anche un documento riservato dell’intelligence statunitense, diffuso dal sito WND.com, ha provato che i ribelli sono in possesso del gas Sarin, anche se non dice nulla su un suo eventuale utilizzo.

NUOVE PROVE DALLA RUSSIA. Nuove prove contro i ribelli sono state consegnate oggi dal governo siriano a Mosca. Il rapporto, che si riferisce all’attacco chimico perpetrato a Ghouta lo scorso 21 agosto, «deve essere analizzato», ha osservato il viceministro degli Esteri russo Sergei Riabkov, aggiungendo che le conclusioni degli esperti Onu sono «politicizzate, faziose e unilaterali».

RAPPORTO ONU CONTRO ASSAD. Ma il rapporto Onu che è stato presentato lunedì scorso contiene diverse prove «definitive» che attribuiscono al regime di Bashar al-Assad la responsabilità dell’attacco. A riguardo, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto: «Con l’attacco coi gas in Siria è stato commesso un crimine di guerra. Il più significativo attacco coi gas contro civili dal 1998, quando Saddam Hussein li usò ad Halabja».

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