Siria, circa 300 cristiani sono ancora nelle mani dell’Isis. «Ci hanno chiesto un riscatto di 30 milioni di dollari»

Rapiti nel nord della Siria un mese e mezzo fa, solo in 23 sono stati liberati. Ufficiale assiro: «Loro sanno che non abbiamo tutti questi soldi»

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Ci sono ancora tra i 250 e i 373 cristiani nelle mani dello Stato islamico in Siria. I jihadisti li hanno rapiti a fine febbraio nel nord del paese, in seguito a un’offensiva cominciata il 23 febbraio, durante la quale hanno conquistato 35 villaggi assiri che si snodano lungo il fiume Khabur. Nell’attacco sono sicuramente morti nove cristiani, secondo alcune fonti altri 12 sarebbero stati giustiziati.

RISCATTO DI 30 MILIONI. I terroristi islamici hanno chiesto alle autorità assire un riscatto di 30 milioni di dollari: 100 mila dollari circa per ogni cristiano rapito. «Sanno benissimo che non possiamo mettere insieme una tale somma. Se ci chiedono tutti questi soldi è perché sperano che altri gruppi o paesi ci aiutino», ha dichiarato un ufficiale a Fox News.

SOLO 23 LIBERATI. L’Isis finora ha rilasciato appena 23 cristiani, tutti del villaggio di Tel Goran. Di altri 200 era stata annunciata la liberazione da monsignor Mario Zenari. Lo stesso nunzio apostolico della Siria aveva poi ritrattato le sue affermazioni. Le poche persone liberate hanno raccontato: «Non ci hanno fatto del male. Volevano convertirci all’islam. Chiunque ci vedesse, ci diceva di convertirci. Si concentravano solo su questo e ci mettevano pressione».

DISTRUTTA UNA CHIESA. Alcuni dei 35 villaggi sono tuttora nelle mani dello Stato islamico. Nel villaggio di Tel Nasri, alle 9 di mattina, il giorno di Pasqua, i terroristi islamici hanno distrutto la chiesa di santa Maria vergine, dopo che milizie curde e assire avevano cercato di riconquistare la città.

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