Siria. Bonino e Mario Mauro tengono l’Italia lontano dall’intervento armato. «Evitare avventure»

«Una soluzione politica negoziata è la sola sostenibile» ha detto ieri il ministro degli Esteri. Il ministro della Difesa: «L’Italia non prenderà parte a operazioni senza l’Onu»

«L’appoggio dell’Italia» a un attacco in Siria «non è automatico», ha detto oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino. Anche nel caso in cui arrivasse il via libera all’intervento in Siria da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Già ieri, all’Audizione audizione davanti alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato, il ministro aveva spiegato che «una soluzione politica negoziata è la sola sostenibile per avviare una stabilizzazione di lungo periodo nella Siria e nell’intera regione». La strada da percorrere è quella «che stiamo facendo verso Ginevra 2».

SOLUZIONE POLITICA. Dopo aver negato la concessione di basi aeree per gli eventuali attacchi militari in Siria, il ministro degli Esteri ha sottolineato la necessità che «possa avere luogo» «una soluzione politica» e diplomatica alla crisi. Nonostante l’annullamento della riunione bilaterale fra Russia e Stati Uniti, ha detto Bonino,«non dobbiamo deflettere» «dalla linea che ci siamo dati». «Dire che l’Italia non parteciperà senza l’egida del Consiglio di Sicurezza – ha proseguito il ministro degli Esteri – non è scaricare le responsabilità, ma l’assunzione della piena responsabilità in altri» paesi (Libano, Afghanistan e Libia) dove l’Italia è impegnata «oltre il limite delle sue capacità».
L’idea del ministro degli Esteri non è dunque cambiata da quanto già agli inizi di giugno aveva dichiarato, in un’intervista a Tempi, che «una soluzione militare» alla crisi siriana «non c’è». Il ministro aveva ricordato il peso detenuto nelle forze ribelli dalle brigate di fanatici e terroristi di Jasbat al Nusra e Ansar al Sham. «Ciascuno di noi auspica per la Siria un futuro di libertà, democrazia, rispetto delle donne e dei diritti delle minoranza – spiegò il ministro – ma al di sopra di tutte queste aspirazioni», l’obiettivo è che «cessino i massacri» e «tacciano le armi».

EVITARE LA GUERRA. Anche il ministro della Difesa Mario Mauro, intervistato da Avvenire, respinge con forza l’idea di usare la forza contro il regime di Bashar al Assad: «Ci vuole una prudenza estrema, bisogna pensarci milioni di volte prima di dare il via ad azioni militari», spiega Mauro. «Il caso Siria va gestito con equilibrio; serve dialogo continuo perché l’obiettivo del governo italiano è uno solo: evitare avventure al nostro Paese».
Il ministro della Difesa ribadisce che «l’Italia non prenderà parte a operazioni decise al di fuori del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Una linea profondamente condivisa da tutti» i ministri. Anche perché, prosegue, «la Siria è un paese dove la Russia ha la più importante base militare fuori dai propri confini. Non abbiamo la minima idea di quello che può provocare un attacco alla Siria nei rapporti con Mosca».
Non solo, l’Italia resterebbe fuori dalla Siria anche se si dovesse arrivare a una risoluzione nelle Nazioni Unite. Il Paese, spiega Mauro, «ci è già caduta dentro. Arrivano siriani tutti i giorni sulle nostre coste. Arrivano e ne arriveranno sempre di più». «Non voglio lanciare allarmi, non voglio parlare di invasione – prosegue il ministro della Difesa – ma c’è un problema che preoccupa, c’è una situazione che va gestita con attenzione assoluta», ha aggiunto Mauro.