Sindaco ungherese scrive alla Francia: «Non volete la statua di Giovanni Paolo II? Nella mia piazza c’è posto»

Un giudice ha ordinato di rimuovere il monumento dalla città bretone di Ploërmel. Michl, sindaco di Tata: «È scandaloso. Come se ci fosse un problema con le radici cristiane dell’Europa»

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«Se la Francia, paese della libertà, non vuole la statua di Giovanni Paolo II noi saremmo felici di averla qui, nella nostra città». È questo l’appello che giovedì Jozsef Michl, sindaco di Tata, città ungherese a 70 km da Budapest, ha rivolto alla Francia, riferendosi alla vicenda di Ploërmel.

«CROCE OSTENTATA». Due settimane fa un giudice del tribunale amministrativo di Rennes ha ordinato la rimozione della statua del Papa polacco, eretta nel 2006 in una piazza pubblica della città bretone. La sentenza è arrivata perché «la statua di papa Giovanni Paolo II è circondata da un arco con sopra una croce, simbolo della religione cristiana che, per la sua disposizione e le sue dimensioni, ha un carattere ostentato». Il monumento, insomma, violerebbe la Costituzione e la legge del 1905, laddove stabiliscono la separazione tra Stato e Chiesa.

«VOGLIO SALVARE LA STATUA». La statua dovrà essere smontata entro sei mesi ma il sindaco di Tata è deciso a «salvarla», per questo ha scritto una lettera al suo omologo di Ploërmel: «È scandaloso che fatti simili possano avvenire nel 21esimo secolo», ha aggiunto Michl. La statua verrebbe posta al centro di una piazza a Tata, intitolata proprio a papa Wojtyla. «È come se in Francia ci fosse un problema con le radici cristiane dell’Europa», conclude il primo cittadino. Se ne sono accorti perfino in Ungheria.