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Simone Uggetti: «La mia campagna per 5 “sì” ai referendum sulla giustizia»

Di Gianluca Salmaso
08 Giugno 2022
Intervista all’ex sindaco Pd di Lodi rovinato da un’indagine su 5 mila euro: «Dopo la galera, la gogna e l’assoluzione, la mia vicenda non è ancora chiusa. In sei anni di processo ho avuto tempo per riflettere»
Simone Uggetti
L’ex sindaco Pd di Lodi Simone Uggetti in tribunale a Milano dopo l’assoluzione in appello, 25 maggio 2021 (foto Ansa)

A pochi giorni dal voto sui referendum sulla giustizia, ad animare il dibattito nazionale sembra essere soprattutto la scarsità di spazio che i grandi media e una parte della politica stanno dedicando all’informazione referendaria. C’è la guerra in Ucraina, certo, e l’inflazione che picchia duro sulla nostra economia, ma il rischio concreto è quello di far passare sotto silenzio anche le numerose voci che si stanno spendendo non senza coraggio per il sì, mettendo a disposizione del dibattito pubblico storie dolorose e sensibilità private. È il caso di Simone Uggetti, ex braccio destro dell’allora sindaco democratico Lorenzo Guerini e suo erede politico al Comune di Lodi, finito in manette per una faccenda di appalti di 5 mila euro e ancora appeso alle opposte sentenze dei tribunali. «Io segnato dalla custodia cautelare» «Non è assolutamente finita», spiega a Tempi l’ex sindaco di Lodi, dimessosi da primo cittadino in seguito all’arresto, ora attivamente impegnato a favore dei referendu...

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