Punto per punto, ecco perché le modifiche all’ordinamento giudiziario proposte dal ministro rischiano di sortire risultati opposti a quelli dichiarati. Non solo non riequilibreranno il rapporto tra politica e magistratura, ma renderanno i pm ancora più incontrollabili
Dopo il fallimento del tentativo di dialogo tra governo e magistratura associata, la riforma Nordio sembra procedere spedita verso una sua approvazione senza subire modifiche nel suo impianto originario. Del resto, alcune forze politiche (sia di maggioranza, sia di opposizione) e una parte della magistratura associata hanno imboccato decisamente la strada dello scontro diretto che coinvolgerà i cittadini nel referendum sulla riforma, nell’illusoria speranza che i problemi della giustizia – in particolare quello di ristabilire un equilibrato rapporto tra magistratura e politica – si risolvano con una vittoria totale sulla controparte, per poterne esibire lo “scalpo”. Uno scontro che si risolverà semplicemente in una prova di forza nella quale non assumerà alcun rilievo la valutazione del merito dei problemi.
Ad oggi si profila dunque l’alternativa radicale tra accettazione o rifiuto in toto della riforma e ciò impone che la valutazione nel merito dei singoli aspetti di essa sia in funzi...
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