Siamo ancora inermi davanti alle ideologie?

Cosa possiamo attingere dal samizdat che rendeva possibile essere liberi anche nella radicale negazione della libertà? Sacerdoti, giornalisti e testimoni provano a rispondere nel convegno di Russia Cristiana

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Pubblichiamo il comunicato di Fondazione Russia Cristiana relativo al convegno “Uomini liberi. La cultura del samizdat risponde all’oggi” in programma a Seriate (12-14 ottobre 2018) e Seregno (15 ottobre). Durante il convegno verrà commemorato padre Romano Scalfi. Tempi vi ha parlato spesso di questo straordinario sacerdote, fondatore di Russia Cristiana, venuto a mancare il 25 dicembre del 2016: qui potete leggere un ritratto che raccoglie alcuni aneddoti della sua giovinezza, qui una nostra intervista e qui un colloquio con Marina Corradi.

Al centro dell’annuale Convegno di Russia Cristiana, due importanti anniversari: i 60 anni dall’inizio delle letture pubbliche di poesie in piazza Majakovskij a Mosca, che vede protagonisti i giovani e segna la prima timida uscita dall’ideologia e l’inizio del movimento del dissenso e della sua scelta di un’opposizione non violenta; e i 50 anni dall’inizio a Parigi, poi in Italia e in Europa occidentale, delle proteste giovanili nate da un confuso ma sincero desiderio di rinnovamento e di verità in una società conformista.

Il tentativo di risposta alle domande che agitavano la società, offerto già alcuni anni prima dalla Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II e la nascita dei movimenti ecclesiali, non fu immediatamente colto nel suo valore a livello sociale. Così questo movimento trasversale si incanalò in forme ideologiche che sovvertirono i vecchi canoni, per sfociare in alcuni paesi nel terrorismo politico. I due fenomeni, sempre considerati come indipendenti, hanno in realtà una radice comune e sono entrambi segnati dal confronto diretto con l’ideologia.

Oggi i paesi a tradizione democratica e quelli ex sovietici stanno vivendo un comune dramma fatto di perdita dei valori civili, sociali e politici, di individualismo e paura del futuro. Si ripropone perciò una domanda che è anche un’attesa: da dove venne quell’insoddisfazione che portò, all’Est, a mettere in gioco la propria persona e, all’Ovest, a iniziare quelle proteste, che produssero tanti cambiamenti? Quale aiuto ci può venire da quel passato? Siamo ancora inermi davanti alle ideologie vecchie e nuove? Quale speranza abbiamo per il futuro? Cosa possiamo attingere dal dissenso con la sua riscoperta della persona e della responsabilità personale, di una dimensione “non politica” della vita sociale che rendeva possibile essere liberi e non violenti anche in una situazione di radicale negazione della libertà?

Su questi temi si confronteranno sacerdoti, giornalisti, studiosi e testimoni provenienti da Russia, Italia e Spagna in tre momenti di riflessione: “La storia come memoria dell’uomo”, “Uomini liberi alla prova” e “Tolleranza e intolleranza, figlie di quale esperienza?”.

Il convegno, occasione privilegiata per commemorare il fondatore di Russia Cristiana padre Romano scalfi (1923-2016) nel 95° anniversario della nascita, comprenderà anche una serata di musica popolare spagnola, portoghese e latino-americana offerta come tributo di amicizia da tre valenti musicisti: Manoli Ramírez de Arellano (voce), Rafael Andreo e Marco Squicciarini (chitarra). Il concerto, dal titolo “Lo splendore del canto”, sarà a ingresso libero e si terrà al Teatro Gavazzeni di Seriate venerdì 12 ottobre alle 21.

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