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Rivoluzione o controrivoluzione? No, bisogna ritornare al reale

Di Marco Invernizzi
08 Luglio 2026
Occorre «disegnare un villaggio adatto agli esseri umani quali sono davvero e smettendo di pretendere che si adeguino loro al villaggio incantato dei nostri sogni»
Giovanni Orsina, Storico e politologo, Giovanni Orsina è direttore del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Luiss
Giovanni Orsina, Storico e politologo, Giovanni Orsina è direttore del dipartimento di Scienze politiche dell’Università Luiss

I libri possono rispondere a diverse esigenze, fra cui quella di comprendere meglio il proprio tempo, per evitare quello che Giovanni Cantoni era solito ripetere: «Chi sbaglia storia, sbaglia politica». Così, l’ultimo libro di Giovanni Orsina (Controrivoluzione. Una storia politica del nostro tempo, Marsilio, 2026) ci aiuta a capire quanto stiamo vedendo con i nostri occhi, cioè lo sgretolarsi del mondo nato negli anni Sessanta del secolo scorso (l’«ordine radicale») in seguito all’incalzare delle «insurrezioni populiste» di destra e di sinistra degli ultimi decenni. L’analisi di Orsina parte dalla fine della Seconda guerra mondiale, quando si realizza un ordine sociale liberale in Occidente che tiene insieme libertà e democrazia, diritto internazionale e centralità della persona. Questo equilibrio si rompe negli anni Sessanta sotto una spinta rivoluzionaria, il cosiddetto Sessantotto. Quest’ultimo fallisce nella sua progettazione politica, ma introduce un «desiderio di emancipazione s...

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