Sì, la ripresa c'è. Almeno a giudicare dalla Brianza

Dalla manifattura all’immobiliare, ecco i dati che fanno sperare nell’uscita dalla crisi di una delle aree più produttive d’Italia. La chiave? L’export naturalmente

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La ripresa c’è sia a livello nazionale ma anche locale, in Brianza il mercato nel 2017 ha fatto registrare oltre tredicimila posti di lavoro in più rispetto allo scorso anno. Le donne sono meno degli uomini e il posto fisso riguarda un neoassunto su tre. Le nuove assunzioni si concentrano in tre casi su cinque in aziende con meno di 50 dipendenti. Un’assunzione su tre è destinata ai giovani e una su cinque a laureati.
Il sapere fare impresa, quel talento tutto brianzolo nel fare le cose per bene, quella passione che si riversa nel proprio prodotto, alla fine hanno pagato. Chi si è rafforzato? Chi, come è accaduto spesso nel distretto Brianza, ha saputo durante la crisi mantenere il processo di filiera produttiva guardando all’export con i paesi europei e ha saputo innovarsi. La differenza l’hanno fatta alcune specificità determinanti come ad esempio gli sportelli per favorire l’internazionalizzazione istituiti dalle associazioni di categoria e dagli stessi enti camerali che hanno messo a disposizione conoscenze, aiuti concreti e informazioni per andare sui mercati esteri.
Tra i comparti che hanno mostrato migliori performance sicuramente si segnala il manifatturiero. I prodotti manifatturieri realizzati nel territorio, spesso riconosciuti e richiesti in tutto il mondo, costituiscono ancora un importante pilastro del sistema economico territoriale. Le imprese dell’industria manifatturiera sono oltre 10.000 , con oltre 100.000 occupati, pari al 15 per cento circa delle imprese attive in Brianza, zona che vanta una specificità manifatturiera superiore alla media nazionale. La ripresa dei livelli di attività nella manifattura è associata a una significativa crescita della domanda di lavoro, particolarmente intensa soprattutto nei servizi. Le imprese dichiarano un fatturato in aumento e prezzi stabili, con incrementi maggiori nei comparti manifatturieri a maggiore intensità tecnologica.
A fronte di una occupazione indicata in aumento le imprese riportano un ampliamento del capitale umano a elevata qualifica professionale e una tendenziale diminuzione di quello meno qualificato. Tra le strategie adottate prevalgono nettamente l’aumento della qualità dei prodotti e l’innovazione di processo e di prodotto. In evidenza il settore metalmeccanico che si caratterizza per l’eterogeneità delle aziende che vi operano e continua a trovare conferma l’espansione dei volumi prodotti che interessa il settore da inizio anno: in crescita anche la quota “export”. Le consistenze di magazzino sono in leggera crescita rispetto allo scorso anno, in linea con l’aumento dei volumi prodotti. Cresce inoltre il ricorso al credito bancario.
I numeri del settore legno arredo, sempre confortanti per l’export, ora registrano i primi sintomi di ripresa anche per i consumi interni; merito soprattutto delle aziende che hanno saputo reimpostare le proprie strategie e il proprio marketing. I sentiment delle imprese brianzole sono positivi. Sui mercati esteri si registrano aumenti negli Stati Uniti, Iran, Cina, Regno Unito e Medio Oriente.
I dati confermano inoltre il trend positivo del mercato immobiliare della Brianza registrato negli ultimi semestri, per lo meno nel settore del residenziale. Le notizie più rassicuranti che arrivano oggi dal mondo dell’economia e dell’occupazione sembrano andare di pari passo con l’aumento del 14 per cento registrato dalle compravendite in Brianza rispetto allo scorso anno. Sul versante prezzi la situazione è di stabilità. Con prezzi adeguati al mercato la zona e la qualità dell’immobile restano gli elementi fondamentali dell’incontro tra domanda e offerta.
In lieve crescita anche il settore alimentare: si stima per l’anno in corso un aumento sia del fatturato complessivo sia delle esportazioni, riportando in prospettiva un saldo commerciale in attivo di circa +1,5 per cento.
Cresce infine il numero di imprese brianzole coinvolte in un contratto di rete che hanno saputo costruire negli anni una relazione duratura con un fornitore storico (+3 per cento circa). I contratti di rete crescono di circa il 10 per cento in un anno. Il numero più alto di imprese brianzole in rete è nelle realtà manifatturiere (il 32,5 per cento circa del totale).
I dati sono positivi, l’economa dà segni di ripresa anche grazie agli investimenti di società straniere. Segnali importanti li riscontriamo nell’imprenditoria femminile. Industria e artigianato si stanno muovendo più che nel resto della regione. Purtroppo l’occupazione giovanile stenta a decollare pur in presenza di agevolazioni per aprire attività.
Anche in Brianza non si ferma l’e-commerce: il pubblico degli acquirenti online è sempre più alto e aumenta esponenzialmente il giro d’affari generato. Il trend è destinato a rimanere tale anche nel 2018; si prevede una crescita annua del 15 per cento. I settori: abbigliamento, elettronica, editoria e turismo.

Foto fabbrica da Shutterstock

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