Sul sito di Tgcom si scrive: «“Nessuno vuole negoziare con una persona o con persone che hanno torturato la nostra nazione. Questo è comprensibile. Come uomo, come padre, lo capisco molto bene”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma “noi non vogliamo perdere le opportunità, se le abbiamo, di una soluzione diplomatica”, ha aggiunto. “Noi dobbiamo combattere, combattere per la vita. Non puoi combattere per la polvere quando non c’è nulla e non ci sono persone. Per questo è importante mettere fine a questa guerra”».
Le nobili parole di Zelensky mettono in luce due ragioni in parte contraddittorie: il sacrosanto diritto del popolo ucraino di difendersi da un’aggressione e la ricerca di una via per la pace. È evidente come Kiev non possa superare da sola questa contraddizione. Può cercare un accordo ma deve resistere. Molta responsabilità invece è degli Stati Uniti che devono decidere se combattere per la disgregazione della Russia ...
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