Scuola, la Cisl aperta al confronto sull’art. 8 anche se Repubblica afferma il contrario

Silvio Colombini, segretario della Cisl lombarda, smentisce le sue dichiarazioni sull’art. 8 comparse sul quotidiano di Ezio Mauro: «Sono battute vecchie e non contestualizzate. Siamo pronti a un confronto costruttivo sulle assunzioni dirette dei docenti da parte degli istituti scolastici».

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La Cisl scuola in Lombardia fa sapere, attraverso il suo segretario Silvio Colombini di essere pronta a un confronto costruttivo e di essere positivamente attenta al “nuovo” art. 8 votato dal Consiglio Regionale, che riguarda le cosiddette assunzioni dirette dei docenti da parte degli istituti scolastici. “Curiosamente” lo stesso segretario sulle pagine di Repubblica Milano, dice il contrario. Cosa è successo, ci siamo persi qualcosa? «Il giornalista di Repubblica ha ricordato alcune mie battute e le ha usate  senza contestualizzarle. Quelle dichiarazioni risalgono a qualche mese fa». Parola di Silvio Colombini, raggiunto al telefono da tempi.it per capire la vera posizione della Cisl lombarda su questo argomento. «Aldilà delle grida manzoniane, abbiamo riletto il testo dell’emendamento del consigliere Pdl Mario Sala e ora si parla di “sperimentazione triennale che partirà dall’anno successivo all’intesa con il ministero dell’Istruzione”. L’intesa in questione dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, per consentire a questa riforma di partire il prossimo anno scolastico, e comunque dev’essere fatta nell’ambito delle norme generali e di specifici accordi con lo Stato, che ne risulterebbe il garante. In più l’art.8 precisa quali sono i posti interessati: quelli non coperti da personale di ruolo, ma dagli incarichi annuali (le supplenze).

Questo è il testo votato.
Ora, entrando nel merito, come Cisl vogliamo capire e concorrere a costruire le risposte migliori per favorire la continuità didattica. All’interno della legge sulle semplificazioni, all’art. 50, si parla di organici triennali. L’obiettivo è la continuità scolastica, condizione indispensabile se vogliamo lavorare per il bene dell’alunno. Ci sembra che ci siano le possibilità per rispondere a queste esigenze, inoltre l’articolo 8 della legge lombarda parla di “relazione semestrale sulla sperimentazione”: c’è quindi un controllo garantito. Se una persona è in servizio ormai da anni nello stesso istituto, vuol dire che si trova bene, è un buon insegnante stimato dagli altri colleghi e dalla dirigenza e quindi, con queste norme, riconfermerebbe “motu proprio” il posto. Che scandalo ci sarebbe?

Manca qualcosa?
Manca un organismo a livello regionale, che però troviamo abbozzato e quasi nascosto in un disegno di legge sulla “governance” delle istituzioni scolastiche, che ha recentemente ottenuto il percorso legislativo alla Camera e dove si stabilisce la possibilità di istituire una conferenza regionale sulla scuola. Partire anche in via sperimentale – come richiesto all’assessore Aprea – con l’apertura di un tavolo permanente sull’istruzione e formazione, potrebbe servire ad analizzare “l’effetto che fa” e suggerire gli elementi di caratterizzazione, difendendo i diritti di tutti.

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