Scuola. «Il caos generato dalla riforma e la caccia a duemila supplenti»

«Il 70 per cento di chi ha accettato una delle 8.532 cattedre lontano da casa ha chiesto aspettativa, così sono ancora molti i posti da colmare con contratti precari». Parla Colombini (Cisl)

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renzi-buona-scuola«Circa il 70 per cento dei docenti assunti nella fase B non si è presentato nelle nuove zone di lavoro. Più o meno sono duemila le cattedre in Lombardia che quest’anno dovranno essere coperte con le supplenze, stando ai dati dell’Ufficio regionale scolastico»: a scandire le cifre a tempi.it è Silvio Colombini, segretario generale Cisl scuola regionale. Sono state 8.532 le cattedre assegnate in tutt’Italia nella fase B, ricorrendo cioè anche ai docenti precari iscritti in graduatorie di altre province o regioni (per un piano complessivo di 108 mila assunzioni a tempo indeterminato). Per circa 5.900 di queste si dovrà ricorrere a sostituzioni anche per quest’anno. Al numero di docenti ordinari si deve poi aggiungere quello di sostegno: stando alle cifre fatte circolare dai sindacati sarebbero 30 mila in tutt’Italia i posti ancora vacanti in quest’ultimo ambito.

Come vi spiegate una quantità simile di supplenti necessari, proprio nell’anno delle 108 mila assunzioni a tempo indeterminato?
Certamente la tendenza è inferiore alle supplenze dell’anno scorso, quando i posti vuoti erano circa tremila tra ruolo e sostegno. Le duemila cattedre ancora senza docenti dovranno essere coperte per forza. Il problema è che saranno coperte con contratti precari: questo perché gli insegnanti di ruolo che le hanno accettate hanno preso un’aspettativa. La cosa interessante è che intanto il piano di assunzioni della buona scuola prosegue con la fase in C, in cui sono chiamati docenti per coprire ulteriori posti per l’ampliamento dell’offerta formativa. In particolare è previsto il potenziamento con 48 mila docenti, di cui 7 mila qui; e altri 6.446 insegnanti per il sostegno (mille in Lombardia). Probabilmente accadrà che i dirigenti scolastici useranno proprio questi nuovi prof. della fase C per attenuare il ricorso ai supplenti. E le scuole non riusciranno a fornire tutta l’offerta formativa programmata.

Com’è possibile che manchino 30 mila insegnanti di sostegno, e allo stesso tempo che ci siano moltissimi precari che non hanno potuto essere assunti con il piano della buona scuola?
Gli specializzati a insegnare per il sostegno non sono sufficienti, ma per legge non possono essere assunti docenti qualsiasi per coprire questo tipo di cattedra. Però, contraddizione della sorte, i posti di sostegno in supplenza invece possono essere coperti da docenti qualsiasi. È vero che ad oggi la maggior parte dei posti vacanti nella scuola è stata coperta con le fasi zero, A e B della buona scuola. Il problema è che il governo ha messo in giro dei numeri per raccontare il successo del piano assunzioni, ma la verità è che in effetti l’obiettivo di regolarizzare tutti i docenti non è stato raggiunto. L’anno prossimo vedremo parecchi dei docenti assunti quest’anno in Lombardia che chiederanno di essere trasferiti nelle zone di residenza. Questo desiderio potrebbe essere anche soddisfatto, perché anche l’anno prossimo ci sarà un forte turnover. Perciò anche svariati posti di ruolo rimarranno vacanti al nord. I presidi sono già preoccupati.

Quanti sono i docenti precari rimasti esclusi dal piano assunzioni in Lombardia?
Precari di lettere e matematica nelle graduatorie lombarde non ce ne sono già più. Adesso però si ragiona dei precari ancora esclusi a livello nazionale ma per avere dei dati certi occorre aspettare la conclusione della fase C. In Lombardia i precari che rimarrebbero esclusi appartengono ad alcune classi di concorso particolari (ad esempio educazione fisica), e difficilmente vedranno la possibilità di assunzione. Il governo ora sta facendo i conti con questa situazione, accettando il fatto che alcune graduatorie non si esauriranno.

Ricapitolando: in Italia è ancora caccia a 5.900 supplenti, di cui 2 mila per la Lombardia. E intanto c’è un numero ancora imprecisato di altri docenti che rimarranno precari e esclusi dalla buona scuola. Com’è possibile questa contraddizione?
È una contraddizione nata dal fatto che si è prevista l’assunzione solo di chi stava nelle graduatorie ad esaurimento. In Lombardia c’è moltissima gente che ha i requisiti per insegnare, ma non può diventare di ruolo perché non è nelle graduatorie: queste persone continueranno a lavorare come supplenti, avendo però l’ulteriore scure di non poter fare supplenze per più di 36 mesi.

Molti nel mondo della scuola criticano i sindacati, sostenendo che state diffondendo il malcontento solo perché vi siete sentiti esclusi dal governo per la buona scuola. 
Non è vero, nessuno nega che le assunzioni ci siano state, né che anche se il Governo avesse seguito le nostre proproste alcuni problemi della scuola sarebbero rimasti. Abbiamo solo criticato il metodo utilizzato per le assunzioni, che non ha guardato in faccia la realtà e non raggiunge l’obiettivo della stabilizzazione di tutti i docenti. Se noi come singola regione dobbiamo fare i conti con la presenza residua di precari e la necessità di supplenti, figuriamoci cosa vive il resto del paese. Avevamo proposto al governo di procedere con un piano di assunzioni pluriennale. C’è stato detto di no, eppure nei fatti il governo si trova costretto a spalmare la sua azione nel tempo. Chiedevamo inoltre di consentire al personale precario che ha i requisiti di coprire i posti vacanti, ma ci è stato detto no, e sono stati esclusi molti insegnanti abilitati solo perché non erano inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Un vero peccato.

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