Roma distrutta? “Manifestazione storica, è bene e istruttivo che ci siano stati scontri”

Il Manifesto inneggia a scontri “buoni, istruttivi” e parla di “manifestazione storica”. La Repubblica riporta tweet secondo cui “della violenza l’unico responsabile è questo governo” e testimoni che sostengono che “anche da parte di chi carica” i black bloc “dovrebbe esserci più prudenza”. Infine, afferma l’Unità, è inammissibile che i poliziotti “servano a risolvere in piazza i problemi politici di un governo”

La violenza inaudita con cui centinaia e centinaia di delinquenti hanno devastato Roma – e che tutti si affrettano a separare dalla manifestazione pacifica dei cosiddetti “indignati”, anche se qualcuno, come Piero Ostellino sul Corriere della Sera, insiste nel dire che la “rivoluzione pacifica non può esistere” – è stata condannata in modo unanime o quasi.

Quella di Roma è stata “una manifestazione storica, il segno di un possibile cambiamento d’epoca. Una manifestazione enorme, rappresentativa di tutto il paese” scrive Valentino Parlato sul Manifesto. “A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell’attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell’urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile”.

Insomma, bisogna sbrigarsi a uscire dallo stato attuale delle cose, cioè dal governo della maggioranza guidata da Silvio Berlusconi, come riporta un tweet accuratamente scelto dalla Repubblica: «Della violenza che c’è l’unico responsabile è questo governo. Mai vista una manifestazione così grande». E non bisogna dimenticare che oltre al governo, anche i poliziotti hanno le loro colpe: «Li abbiamo visti, eravamo qui quando hanno cominciato a incendiare tutto – racconta Fabio da Bologna a Repubblica – il problema è stato quando la polizia ha spezzato il corteo e gli incappucciati lanciavano petardi e sassi da entrambe le parti. Io lavoro alle Poste e vi assicuro che questi non sanno cosa fanno. Hanno spaccato un Postamat ma è l’unica alternativa che esiste alle banche. Il problema è l’ignoranza, anche da parte di chi li carica, dovrebbe esserci più prudenza».

Certo, perché, come un gruppetto con le bandiere arcobaleno sulle spalle fa notare ai poliziotti, riporta ancora Repubblica, «siete come noi, avete i figli senza lavoro, i mutui da pagare, non vi danno nemmeno i soldi per la benzina, perché ci avete picchiato, perché avete usato questa violenza cieca, c’erano anche gli anziani, i bambini, eravamo seduti con le braccia alzate e ci avete caricato. E’ vero, ubbidite a ordini superiori, ma noi eravamo qui anche per voi».

Però, bisogna concludere con l’Unità, che riporta le parole di Claudio Giardullo, segretario generale della Silp-Cgil, alla fine la colpa è sempre del governo e neanche tanto della polizia: “Nello stato di diritto (…) non giustificabile è, invece, l’idea che (…) i poliziotti, che anche ieri hanno affrontato il loro impegno con professionalità nonostante i crescenti problemi organizzativi, servano a risolvere in piazza i problemi politici di un governo, o, ancora, che garantire il diritto a manifestare pacificamente sia solo una clausola di stile nell’ordinamento del nostro Paese”.