Rodney Stark contro le “leggende nere” anticristiane su Medioevo e crociate. Galileo? «Un arrogante»

«I “secoli bui” non ci sono mai stati, al contrario si è trattato di un’epoca di notevole progresso e innovazione». Parla il sociologo statunitense

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Galileo_GalileiPoche settimane fa Paolo Mieli ha recensito il suo La vittoria dell’Occidente (Lindau). Oggi è Avvenire a intervistare il sociologo Rodney Stark (qui una nostra intervista) docente di Scienze sociali presso la Baylor University in Texas.
Nel dialogo con Andrea Galli, il sociologo – agnostico convertito al protestantesimo, «educato come un luterano» – fa notare come «quarant’anni fa, nei migliori college e nelle migliori università americane, il primo e più popolare corso del primo anno era Western Civilization, civiltà occidentale». Oggi non è più così per una malcelata incapacità di fare i conti con la propria storia. Anche con le sue pagine più interessanti, come il Medioevo e le crociate, oggi quasi unanimente condannate come secoli bui ed errori cristiani. Ma Stark non è d’accordo: «I crociati non hanno marciato verso Oriente per conquistare terre e bottino: si sono indebitati fino al collo per finanziare la propria partecipazione a quella che consideravano una missione religiosa; i più ritenevano improbabile la possibilità di sopravvivere e tornare in patria, e i più non tornarono».

stark-occidenteNON FURONO SECOLI BUI. Stesso discorso per quanto riguarda il Medioevo: «I “secoli bui” non ci sono mai stati, al contrario si è trattato di un’epoca di notevole progresso e innovazione, tra cui l’invenzione del capitalismo. Prima della vulgata illuministica nessuno ha mai creduto ai “secoli bui”. Per prima cosa basterebbe chiedersi: perché la caduta di Roma avrebbe dovuto rendere tutti ignoranti, in un impero immenso? Benché i Romani li chiamassero Barbari, le popolazioni del Nord Europa erano civilizzate quanto i Romani stessi quando finì l’impero. Se si osserva l’Europa alla fine del Medio Evo si può facilmente constatare come fosse assai più progredita dell’impero romano dal punto di vista della scienza, dell’agricoltura, degli armamenti, dell’architettura, del commercio, delle arti, specialmente musica e pittura. Come sarebbe potuto accadere in una età arretrata o oscurantista?».

GALILEO? UN ARROGANTE. L’idea di Stark è che è stato il cristianesimo ad aiutare il progresso occidentale. E, anche qui in controtendenza rispetto alla vulgata comune, Stark sostiene non essere corretto contrapporre l’oscurantismo cattolico al progressismo protestante: «Vorrei solo far notare come il trionfo dell’Occidente sia avvenuto ben prima della Riforma protestante, e il contributo di quest’ultima sia stato assai inferiore rispetto a quanto sostenuto da storici protestanti o anti-cattolici. Galileo non fu punito per i suoi contributi scientifici, ma per la sua arrogante doppiezza, e circa metà dei grandi scienziati del XVII e XVIII secolo erano cattolici. La famosa tesi dell’etica protestante resa famosa da Weber non ha poi fondamento. E questo lo dico da protestante, educato come luterano».

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