Rimsha, la cristiana che ha rischiato la vita in Pakistan per false accuse di blasfemia, è al sicuro in Canada

Accusata di aver bruciato pagine del Corano, è stata assolta a gennaio. Da aprile vive al sicuro in Canada. Non era mai successo prima che un cristiano accusato di blasfemia in Pakistan fosse assolto.

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Rimsha Masih si è trasferita in forma definitiva con la sua famiglia in Canada, dopo mesi passati in una località nascosta per evitare vendette islamiste. La giovane cristiana pakistana, accusata di blasfemia ad agosto e prosciolta dalle accuse a novembre, ha trovato asilo come perseguitata in terra straniera. Non era mai successo prima che un cristiano accusato di blasfemia in Pakistan venisse assolto.

«LAVORO PERICOLOSO E COMPLICATO». Il ministro dell’immigrazione canadese Jason Kenney ha dichiarato di aver seguito il caso fin dal principio e di aver dato parere favorevole al suo trasferimento in Canada a gennaio. «Molte persone hanno svolto un lavoro pericoloso e complicato per permettere a lei e alla sua famiglia di uscire dal Pakistan senza pericolo», ha detto. La famiglia di Rimsha è arrivata a Toronto in aprile ma sulla sua vicenda è stato mantenuto il segreto fino ad ora per ragioni di sicurezza.

PRIMA VOLTA. Rimsha, ragazzina leggermente ritardata di età compresa tra gli 11 e i 16 anni, era stata accusata di aver bruciato pagine del Corano. Dopo la scoperta che il suo accusatore aveva falsificato le prove contro di lei, era stata dichiarata innocente e definitivamente assolta a gennaio dalla Corte suprema del Pakistan.

BLASFEMIA IN PAKISTAN. Attualmente in Pakistan 16 persone si trovano nel braccio della morte per blasfemia, accusa che prevede dure condanne fino alla pena di morte, in attesa di esecuzione, e altri 20 imputati stanno scontando l’ergastolo. Tanti altri ancora, come Asia Bibi (scarica qui il taz&bao con l’appello in sua difesa), sono in attesa di processo o hanno fatto appello dopo una condanna in primo grado. Secondo le statistiche, nel 95 per cento dei casi le accuse di blasfemia sono false e strumentalizzate per scopi economici o per eliminare il proprio avversario.

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