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«Eppure, i media tradizionali non riescono a trovare un modo per parlare di università che non sia la celebrazione dei picchi individuali. O la pietà fuori tempo massimo per chi ha preferito la morte», lo scriveva poco più di un mese fa Chiara Sgreccia sull’Espresso, all’indomani del suicidio di uno studente a Bologna.
La traduzione letterale (o meglio, in carne e ossa) di quelle parole ci è capitata tra le mani. Il 30 novembre s’incrociavano su tutte le testate due notizie dal contenuto simile e opposto. Il primo fatto riguardava Martina Cuomo che lo scorso 18 novembre si è laureata a L’Aquila mentre era in travaglio. Poche ore dopo essere stata proclamata dottoressa ha dato alla luce una bambina, Nunzia.
Il secondo fatto, tuttora al centro del clamore, riguardava un altro travaglio a Padova che ha portato alla luce un silenzio pesante. Nella notte tra il 28 e il 29 novembre Riccardo Faggin, 26 anni, è morto sul colpo dopo l’impatto della sua auto contro un platano. La...
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