Renzi: «Le mie priorità per il governo»

Il sindaco di Firenze indica la sua tabella di marcia: «Taglio ai costi della politica da 1 miliardo di euro, un piano del lavoro, un nuovo rapporto con l’Ue». E per la giustizia: «Una riforma con le toghe, non contro»

A Trieste Matteo Renzi, candidato alle primarie del Pd, nel corso di una conferenza stampa ha rivelato idee e priorità che indica al Governo Letta e che porterebbe avanti nel caso fosse eletto segretario del Pd.

TAGLIO DEI COSTI POLITICA. Al primo posto il sindaco di Firenze ha messo uno dei suoi cavalli di battaglia, il taglio dei costi della politica, che per lui arriverebbe ad ammontare ad un miliardo di euro. Tra i tagli che Renzi effettuerebbe ci sarebbe in pole position una riforma costituzionale del Senato, che vorrebbe come una camera delle Regioni e dei comuni, nel solco del superamento del bicameralismo perfetto.

PIANO PER IL LAVORO. Al secondo posto Renzi ha indicato «un gigantesco piano per il lavoro per tornare ad assumere». Il sindaco non è però entrato oltre nel dettaglio.

EUROPA E GIUSTIZIA. Al terzo posto Renzi ha messo l’Ue: «La terza priorità sarà l’Europa: l’Europa non è causa di tutti i mali, non è colpa dell’Europa, è colpa dell’Italia che non ha fatto la sua parte per cambiare l’Europa. Se toccherà a noi lo faremo» ha detto oggi a Trieste. Poi ha toccato un altro nodo che ritiene da riformare con urgenza, quello del sistema giudiziario italiano. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Renzi ha spiegato che «è giusto che ci sia la responsabilità civile dei magistrati, se uno sbaglia per dolo deve essere chiamato a rispondere». Spiegando quindi che vuole procedere in questa direzione, Renzi ha però dichiarato che vuole «studiare una regola con i magistrati e non contro. La vendetta contro i magistrati non potrà mai funzionare».

TIRARE LA CINGHIA. Renzi ha quindi replicato ad Angelino Alfano che ieri lo aveva invitato a «non tirare la cinghia». Il sindaco di Firenze ha replicato: «La cinghia la stanno tirando gli italiani, quelli che stanno subendo le difficoltà della politica sono gli italiani per bene. Se Alfano vuole fare polemica sappia che non ci troverà perché siamo impegnati a parlare con gli italiani».