Per la nostra sinistra il meraviglioso paradiso spagnolo guidato dall'illuminato Sanchez è un posto «dove la gente condivide il gusto della vita». Mica come la «nevrotica» Italia guidata da Giorgia Meloni
Ceuta, Spagna, 4 agosto 2026 (Foto Ansa)
Tutti, subito, in vacanza in Spagna. Lì, ha scritto ieri su Repubblica la scrittrice Viola Ardone «non si vive in un clima di paura, di difesa paranoica da pericoli veri o presunti». A differenza della xenofoba Italia dove tutti in questi giorni vivono rinchiusi nelle loro case, in Spagna «si discute di costo della vita, di caro affitti, di questione climatica, di lavoro giovanile e di qualità dei servizi pubblici. La gente conserva ancora un certo gusto per la condivisione della vita quotidiana, una socialità molto visibile nelle piazze, nei bar, nelle strade riempite dalle famiglie fino a tardi».
È tutta colpa del nostro governo, ovvio. Infatti, scrive Ardone:
«Vista dalla Spagna l'Italia appare lontana, stretta e nevrotica, rinserrata nelle paure evocate da una madre ansiosa e ansiogena che non fa respirare con i suoi continui divieti e con i suoi spauracchi, come una nonna degli anni Settanta che ti vieta di fare il bagno pure tre ore dopo che hai finito di mangiare. Un paese che...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo