Renzi: «Le idee salveranno l’Europa, non i limiti»

Il premier durante l’incontro Digital Venice, che “inaugura” il semestre di presidenza: «Contrapposizione tra rigore e flessibilità è ideologica. Investire sulle persone non è un costo». Juncker: «Ok, ma non deragliamo»

«In questo momento le idee salveranno l’Europa, non le limitazioni. L’Europa deve essere lo spazio della libertà. Se invece parliamo solo di limiti e di vincoli perdiamo un’opportunità »: con queste parole di Matteo Renzi, stamattina al Digital Venice, l’evento di “inaugurazione” del semestre di presidenza italiana dell’Ue dedicato all’agenda digitale, è iniziato un botta e risposta a distanza con Jean-Claude Juncker.

«SMETTIAMOLA DI PIANGERCI ADDOSSO». Renzi ha voluto sottolineare che l’Europa deve necessariamente fare un giro di boa: «Bisogna smettere di piangersi addosso e provare in mille giorni a cambiare faccia e interfaccia» ha detto e poi ha aggiunto che «l’Europa sarà utile nel mondo proprio se sarà capace di rendere più civile e più bella la globalizzazione».

«DUELLO SU FLESSIBILITA’-RIGORE È IDEOLOGICO». Il premier ha quindi spiegato che «Quello tra austerity e flessibilità è un derby ideologico. Perché se io investo nelle infrastrutture digitali, io investo nel futuro e non è un costo, rispetto certo le raccomandazioni europee ma vengo incontro alle persone e non è un costo». Poi Renzi ha voluto in particolare lanciare un invito all’Italia: «Deve avere il coraggio di cambiare, sia nella parte interna, come giustizia e burocrazia, sia anche nella capacità dei nostri ragazzi di far crescere le proprie idee». Il premier ha molto apprezzato l’incontro sul digitale di stamattina, perciò ha voluto proprio citarlo a titolo d’esempio perché «l’evento di Venezia dimostra che in Italia le cose accadono, in modo anche affascinante».

JUNCKER: «OK FLESSIBILITA’ MA NON DERAGLIAMO». Jean Claude Juncker, leader in pectore della Commissione europea (fino alla conferma con il voto del Parlamento del 15 luglio) ha risposto a margine dell’audizione del gruppo S&D a Bruxelles:«La flessibilità serve perché il treno europeo non deragli. Non sono un feticista dei numeri, ma sono legato alla realtà. Il Patto di Stabilità non va modificato, ma applicato con sensibilità ».