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Lavoro, soldi, politica. Se la verità è una, non si può seguirla in ordine sparso

Di Giancarlo Cesana
30 Maggio 2026
Ognuno può fare e in genere fa quello che vuole. Il problema è quello che vuole. Se la comunità cristiana non interferisse, affermerebbe di fatto che è tutto uguale, che non c’è ideale cui dedicare l’impegno dell’esistenza
Festeggiamenti a piazza Barberini per la vittoria del no al referendum costituzionale sulla giustizia, Roma, 23 marzo 2026 (Foto Ansa)
Festeggiamenti a piazza Barberini per la vittoria del no al referendum costituzionale sulla giustizia, Roma, 23 marzo 2026 (Foto Ansa)

Mi scuso con i lettori se torno su un tema che ho già affrontato altre volte su questo giornale. Sono vecchio, attaccato a una tradizione per cui bastano, sono necessarie, alcune poche grandi idee per vivere in modo utile a sé e agli altri (copyright Luigi Giussani). È bene allora ripetere – repetere in latino significa ri-domandare – queste idee, che sono per lo più inesistenti e confuse (“desuete”, cioè fuori uso, come dice Giuliano Ferrara nella prefazione a un mio libro in cui le ho esposte con una certa insistenza). Il direttore di questo giornale, in un articolo brevemente efficace, denuncia la sterilità neghittosa del nostro paese, che non solo non fa figli ma non vuole nulla (nucleare, ponti, trivelle, industrie…) che disturbi o alteri l’ideale cimiteriale dello status quo (come dice lo stesso direttore in un commento ai risultati dell’ultimo referendum). Conclude: «Così con i nostri sì e i nostri no, stiamo seduti sul ciglio del burrone, sperando che non soffi troppo forte un ...

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