Regina Catambrone, l’imprenditrice che ha comprato una nave e due droni per aiutare la Marina a salvare i migranti

La donna, calabrese trapiantata a Malta, ha investito tempo e soldi per salvare vite umane: «Papa Francesco ha detto che tutti dobbiamo contribuire in prima persona»

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Da metà agosto la Marina italiana potrà contare su un aiuto in più per l’operazione Mare Nostrum, con la quale cerca di limitare la strage dei migranti in mare intercettando e mettendo in salvo i tanti barconi che partono dalla Libia per raggiungere le nostre coste. L’imprenditrice di origini calabresi Regina Catambrone, che guida una compagnia di assicurazioni a Malta, ha deciso di comprare una nave di 43 metri e due droni dagli Stati Uniti per offrire un contributo alle operazioni di salvataggio.

regina-catambroneLA PRIMA NAVE “PRIVATA”. «Il nostro sarà un piccolo contributo ma speriamo che molti ci seguano. Non vogliamo competere con Italia o Malta, agiremo sempre in stretto contatto con le autorità», spiega in una intervista alla Stampa Regina, sposata con una figlia. Quella di Regina sarà la prima nave “privata” ad aiutare lo Stato italiano nelle sue operazioni. Ma perché questa imprenditrice ha deciso di metterci del suo (tempo, impegno e molti soldi) per salvare i disperati che ogni giorno partono alla volta dell’Italia?

L’APPELLO DI PAPA FRANCESCO. I motivi sono due, entrambi molto semplici. «Un anno fa, con mio marito, ci stavamo godendo una crociera», racconta la donna. «Una mattina, vicino alle coste della Tunisia, vidi galleggiare qualcosa: il comandante mi spiegò che si trattava del giubbotto invernale di qualche migrante che aveva provato a raggiungere le coste italiane. Fu un pugno nello stomaco». E il secondo motivo? «Rammento un appello di papa Francesco dopo l’ennesima strage di migranti a Lampedusa. Lui disse che tutti noi dobbiamo contribuire in prima persona ad aiutare gli altri, con i mezzi, le risorse, le capacità che abbiamo. Noi abbiamo provato a muoverci: le parole del Santo Padre sono state il motore e il cuore della nostra iniziativa. Non potevamo rimanere spettatori di questa carneficina».

«NON È STATA UNA PASSEGGIATA». Detto fatto. Regina ha fondato una associazione (Moas), comprato la nave ribattezzata Phoenix 1 e allestita con un ponte di volo per i droni Schiebel S-100 Camcopter. «Grazie ai droni ci verranno segnalate le barche in avaria o in potenziale difficoltà: se i migranti hanno bisogno di coperte, cibo o acqua potremo intervenire tempestivamente. A bordo ci saranno volontari, medici, paramedici, personale specializzato, guidati da Martin Xuereb, ex capo di stato maggiore delle forze armate di Malta». In accordo con le autorità, la missione partirà a metà agosto. Una bella soddisfazione, vista la fatica che ci è voluta per metterla in piedi: «Non è stata una passeggiata: ricerca e acquisto dell’imbarcazione, modifiche della stessa, costi operativi. Ci è costato tempo e denaro», ricorda l’imprenditrice alla Stampa. «La speranza è che anche altri imprenditori possano contribuire. Abbiamo fatto il primo passo, senza perdere tempo, perché in gioco ci sono vite umane».

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