Radicali e amnistia. Appello per una grande mobilitazione (Video)

Perché ha senso l’amnistia? I radicali, con un video di tre minuti, fanno il punto su sovraffollamento, diritti umani negati e milioni di processi arretrati.

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Allarme carceri. L’appello, ancora una volta, arriva da Marco Pannella: «Pur dopo il successo della marcia per l’amnistia del 25 aprile,  il rischio fortissimo che abbiamo davanti in questo momento è quello che il problema sociale e civile della giustizia, che eravamo riusciti a sollevare, continui ad essere sottovalutato, se non addirittura ignorato, dal Governo e dal Parlamento». Emma Bonino ha definito il carcere una «cloaca sociale nella quale vengono scaricati tutti i problemi che la società non è in grado di affrontare». E per sensibilizzare l’opinione pubblica il Partito Radicale ha preparato un video di tre minuti, in cui viene illustrata brevemente la situazione delle carceri nel nostro paese, con 9 milioni di processi arretrati e 170.000 processi che ogni anno cadono in prescrizione.

Il problema giustizia non riguarda una minoranza, ma almeno un terzo della popolazione. Da venticinque anni la Corte Europea condanna la realtà italiana. Per il quinto anno consecutivo l’Italia ha conquistato un triste primato: siamo il paese col maggiore numero di condanne europee per diritti umani rimasti inapplicati. Per esempio per quanto riguarda il sovraffollamento: 68.000 detenuti a fronte di una capienza di 45.000. Perché se il disastro dell’amministrazione della giustizia pesa sull’intera economia italiana, le conseguenze più drammatiche le vive il mondo penitenziario, una realtà sofferente e al collasso.

Le Regole europee chiamano le celle “camere di pernottamento”, poiché dovrebbero essere usate, appunto, per dormire alla sera. In realtà, nella maggior parte delle carceri italiane, si può uscire dalla cella alla mattina per due ore, e lo stesso si può fare dopo pranzo, sempre per due ore. Per il resto si deve rimanere in cella, dove spesso vengono installate la terza e magari quarta e quinta branda. La regione con il più alto tasso di sovraffollamento è la Puglia, dove il numero di detenuti è praticamente doppio rispetto alla capienza regolamentare (4.650 su 2.463). A seguire Lombardia (9.389 su 5.384 posti) e la Liguria (1.831 su 1.088). La Campania rappresenta un altro caso limite: ci sono in carcere più imputati che condannati.

E il quadro di sovraffollamento e sofferenza pesante non può non incidere sul numero dei morti in cella: 37 nel primo trimestre di quest’anno, di cui 35 nelle carceri e 2 all’interno delle camere di sicurezza della questura. Il tragico bollettino comprende 17 suicidi, 5 morti per malattia e per 15 le cause sono ancora da accertare. Negli ultimi dieci anni, nelle nostre carceri, si sono suicidate duecento persone, tra detenuti e operatori penitenziari. Per questo i radicali, da anni, chiedono l’amnistia come strumento obbligato. Per avere una sentenza definitiva, occorrono in media dieci anni. Il 40% dei detenuti è ancora in attesa dei giudizio. E il 50% di questi risulterà innocente.

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