Quando Rosy Bindi faceva come Berlusconi: il format della telefonata in diretta

Rosy Bindi, Giovanni Paolo II, Mauro Masi, Sandra Milo e ovviamente Silvio Berlusconi. L’intervento a sorpresa in trasmissione del bersagliato di turno fa alzare l’asticella dell’audience e rischia di diventare la preoccupante normalità

Il rischio è che si trasformi in un format. Nel generale corso e ricorso dei talk televisivi, politici e di cronaca (spesso) nera, nei quali si ripetono gli stanchi rituali dei commenti su efferati omicidi, misteriosi rapimenti e le eterne berlusconeidi, la scintilla improvvisa che sola può svegliare lo spettatore dal torpore mediatico sembra essere diventata la telefonata di protesta istituzionale in diretta.

Un intervento a sorpresa che reiterato
può trasformarsi in un prevedibile meccanismo del programma stesso, cioè in un format. Tutto cominciò nella tivù degli anni ’80: Sandra Milo, in una situazione ancora non ben chiarita, venne raggiunta da una telefonata anonima che le annunciava un incidente occorso al figlio. «Cirooo … Cirooo!», un grido diventato un’icona, che si perpetua negli archivi antologici del piccolo schermo.

Di tutt’altro tenore fu l’intervento telefonico di Papa Giovanni Paolo II, che ringraziò in diretta un commosso ed emozionato Bruno Vespa, che stava conducendo una puntata di “Porta a Porta” di celebrazione al suo pontificato. La forza comunicativa di Wojtyla che scardinava ogni protocollo fu ancora una volta confermata.

Ci sembra di ricordare anche interventi telefonici di Sandro Pertini,
ma forse erano delle azzeccate imitazioni di Guzzanti senior. Mentre non era un’imitazione, ma l’originale Rosy Bindi, che, in quel tempo ministro della Sanità, irruppe furente via telefono in diretta televisiva contro Gianfranco Funari che stava criticando il suo operato governativo.

E arriviamo ad anni più recenti, quando la maggiore aggressività dei talk di approfondimento politico hanno subìto le ire, via cavo, delle vittime designate, o meglio, della vittima designata. Perfino l’attuale direttore generale della Rai ha voluto intervenire telefonicamente per pararsi da prevedibili grane legali, avvertendo durante “Annozero” un incontenibile Santoro.

Non ci meraviglieremmo, quindi, che vista l’aria che tira,
i più famosi conduttori organizzassero un passaparola per alzare sempre più, nelle loro trasmissioni, l’asticella del gossip, per provocare reazioni telefoniche tali da garantire ai programmi stessi una seconda vita, una volta spente le telecamere. E chi non ricevesse telefonate, cominci a preoccuparsi: potrebbe essere un sintomo di notorietà in calo, perché, citando un preistorico spot, una telefonata allunga la vita e… alza l’audience.