Pronti via, Obama comincia a non mantenere le promesse: non chiuderà Guantanamo

Il National Defense Authorization Act appena firmato dal presidente, rende quasi impossibile la chiusura della prigione che si trova a Cuba. Le proteste dei difensori dei diritti umani: «Ha fallito il primo test del suo secondo mandato».

Durante il suo primo giorno alla guida degli Stati Uniti, quattro anni fa, Barack Obama disse che avrebbe chiuso la prigione di Guantanamo (Cuba), dove vengono rinchiusi terroristi e sospetti, definendola «un capitolo triste nella storia americana». Non mantenne la promessa ma molti pensavano che durante il suo secondo mandato, che comincerà ufficialmente il 21 gennaio, l’avrebbe fatto. Si sbagliavano.

GALEOTTA FU LA LEGGE. Insieme alla legge per evitare il Fiscal cliff, Obama ha firmato il National Defense Authorization Act, legge federale dalla durata annuale, che oltre a mettere a disposizione della Difesa 633 miliardi di dollari prevede il divieto di trasferire i detenuti di Guantanamo sul territorio americano e rende difficile anche il loro spostamento in altri paesi.

«OBAMA HA FALLITO». Per questo, sembra assai improbabile che Obama possa mantenere la promessa di chiudere Guantanamo, a meno di lasciare liberi i detenuti. Il presidente aveva promesso di non firmare la legge, poi invece l’ha fatto guadagnandosi le critiche di diverse associazioni per i diritti umani come American Civil Liberties Union, il cui direttore esecutivo Anthony Romero ha dichiarato: «Il presidente Obama non può dare sempre la colpa al Congresso: ha fallito il primo test del suo secondo mandato ancora prima del Giorno di inaugurazione».