Prignano (Tg1): «La maggioranza rischia grosso sulla legge di stabilità»

A Gli spari sopra, su Radio Tempi, Mario Prignano ha provato a chiarire il difficile momento in cui versa la politica italiana. Per la firma del Tg1 le sorti del governo si decideranno all’indomani del voto sulla legge di stabilità: «che passerà alla Camera a fine novembre. Berlusconi ha già annunciato che porrà la fiducia ma tra i deputati i numeri sono risicatissimi»

Sono giorni difficili per il governo italiano. Di ora in ora dai palazzi della politica sembrano arrivare novità: la giornata di ieri ha causato un po’ di smottamenti, qualche deputato ha abbandonato la maggioranza, qualcuno ha solo minacciato di farlo, i malpancisti minacciano di non votare la fiducia e così via. Per cercare di delineare un quadro della situazione più chiaro abbiamo chiesto a Mario Prignano, esperto di politica italiana, di chiarire un po’ la situazione politica e di provare a immaginare gli scenari futuri.

 

Nel corso della trasmissione radiofonica Gli spari sopra,  il giornalista del Tg1 ha dichiarato: «La situazione politica è veramente ingarbugliata in questo momento. Credo che il governo, attualmente, rischi di ricevere amare sorprese sul fronte del voto sulla legge di stabilità. La vecchia legge finanziaria, come si chiamava una volta, arriverà in Senato il prossimo 15 novembre e dopo dieci giorni passerà alla Camera ed è qui che il governo rischia grosso, dato che Berlusconi ha già annunciato che vi porrà il voto di fiducia. Potrebbe esserci l’appoggio di quei cinque, sei radicali (gli “stronzi” della Bindi), visto che sono d’accordo sul maxi emendamento, ma per loro potrebbe essere troppo doversi ritrovare a votare anche la fiducia. Senza i radicali la maggiornanza rischia seriamente di non farcela, i numeri continuano a scendere di giorno in giorno».

 

Ma come si spiega Prignano, il fatto che tra i malpancisti ci siano molti deputati al primo mandato? «Forse sono un po’ maligno – scherza il giornalista – ma è innegabile che alcuni tra i deputati della maggioranza che tifano per un governo di transizione lo fanno non solo perché tengono al destino del paese, ma perché forse, e ribadisco forse, sanno che un governo di transizione potrebbe accrescere la speranza di arrivare a fine legislatura e conquistare così l’agognata pensione, che altrimenti non avrebbero diritto a percepire».