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La borsa e la vita

Posa quel bazooka, Lagarde

Di Alan Patarga
28 Marzo 2026
Per Confindustria la crisi energetica scatenata dalla guerra nel Golfo Persico può costarci carissima tra Pil in calo e inflazione alle stelle. Ma alzare i tassi di interesse, come medita di fare la presidente della Bce, più che una cura rischia di essere fuoco amico
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (foto Ansa)
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (foto Ansa)

A poco meno di un mese dall’inizio del conflitto nel Golfo Persico, la domanda che circola tra gli addetti ai lavori è: quanto durerà ancora? Una cosa è certa: le prime settimane hanno causato un pericolosissimo collo di bottiglia nel mercato globale degli idrocarburi che dipende moltissimo dalle possibilità di attraversamento dello Stretto di Hormuz da parte delle petroliere e delle metaniere. Risultato immediato? Una fiammata dei prezzi dei carburanti per i consumatori finali, che realisticamente avvierà una spirale di rialzi di tutti i prezzi. Le stime da brivido di Confindustria Mercoledì scorso, il Centro studi di Confindustria ha pubblicato un rapporto di previsione nel quale si sottolinea come la crisi mediorientale sia la variabile decisiva per l’economia italiana nel prossimo biennio. In particolare, il think tank degli industriali ha simulato tre scenari: nel primo, scontando una cessazione delle ostilità pressoché immediata (fine marzo), la crescita del Pil italiano nel 2026...

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