Il mondo “al contrario” dello sport italiano

Di Sandro Bocchio
24 Marzo 2026
Sci, atletica, scherma, rugby, baseball e non solo. In attesa dei playoff mondiali di calcio l'Italia si conferma una potenza negli sport che di solito occupano le pagine interne dei giornali sportivi
Da sinistra, Andy Diaz, Sofia Goggia e Marco Bezzecchi
Da sinistra, Andy Diaz, vincitore di tre ori nel salto triplo ai Mondiali di atletica leggera indoor, Sofia Goggia, vincitrice della Coppa del mondo di SuperG, Marco Bezzecchi, vincitore del Gran Premio di MotoGP in Brasile e leader della classifica Mondiale (foto Ansa)

È il mondo al contrario, come piacerebbe a un generale che nutre ambizioni politiche. È il mondo al contrario, come piace a tutti quelli che contestano il dilagare continuo nel calcio. L’ultimo fine settimana ha ancora una volta raccontato come l’Italia sia ormai una (piccola) potenza nello sport e in quelle discipline che, per pigra abitudine, occupano le ultime pagine negli sfogli dei quotidiani sportivi. A meno che non ci sia una vittoria più che storica.

Gli azzurri hanno confermato in maniera prepotente la loro bravura negli sport invernali, portando a 169 i podi conquistati in stagione. Nel weekend hanno dominato la velocità nello sci alpino a Kvitfjell, con la doppietta dell’infinito Dominik Paris in libera e superG e con i successi dell’ex eterna piazzata Laura Pirovano (come ci disse Max Ambesi: «Quando si sblocca, non scende più dal podio») e della solida Sofia Goggia in libera e superG, con relative coppa di specialità.

Sempre in Norvegia, Lisa Vittozzi ha ottenuto la prima vittoria italiana nel biathlon conquistando la mass start a Oslo-Holmenkollen, la “Scala del fondo” dove non mancava re Harald V tra gli spettatori. E poi: il successo di Aaron March e Lucia Dalmasso nel parallelo a squadre di Winterberg in Germania, quello di Federico Tomasoni nello skicross a Craigleith in Canada e quello di Valentina Greggio nello sci velocità (specialità non olimpica) a Vars in Francia.

Lisa Vittozzi vince la prova di biathlon a Holmenkollen. È la prima volta per un atleta italiano
Lisa Vittozzi vince la prova di biathlon a Holmenkollen. È la prima volta per un atleta italiano (foto Ansa)

Scherma, MotoGp, atletica leggera

E gli altri sport? Non da meno. Nella scherma i primi posti di Alice Volpi e Guillame Bianchi nel Grand Prix di fioretto a Lima, in Peru. Nelle moto il primo posto posto di Marco Bezzecchi su Aprilia e il terzo di Fabio Di Giannantonio in motoGP in Brasile. E, nell’atletica leggera, il record di medaglie (cinque) ai Mondiali indoor polacchi di Torun, con i tre ori di Andy Diaz (triplo), Zaynab Dosso (60 metri) e Nadia Battocletti (3.000 piani) e i due argenti di Mattia Furlani e Larissa Iapichino nel lungo.

Primato che si aggiunge a quello battuto ai Giochi di Milano Cortina (30, contro le 20 di Lillehammer 1994, per un quarto posto finale), con il bis nelle Paralimpiadi (14 complessive e con 7 ori per un altro quarto posto finale: una in più di Lillehammer 1994, dove non vincemmo ori). Qualche giorno fa, poi le sei medaglie nello short track ai Mondiali di Montreal, in Canada: non vincevamo così dal 1996.

Le vittorie nel rugby, baseball, cricket e basket femminile

Se queste sono le medaglie, occorre poi ricordare i successi mai visti in sport di squadra. La prima storica vittoria nel rugby ai danni dell’Inghilterra, un 23-18 in un Sei Nazioni vissuto da protagonisti (ora resta la sola Nuova Zelanda come avversaria mai sconfitta). E quella della Nazionale ribattezzata dei “paisà”, ovvero quegli italiani di terza-quarta generazione che hanno battuto gli Stati Uniti a casa loro nel World Baseball Classic, il Mondiale di baseball cui partecipano i migliori al mondo. Un cammino che si è fermato solo in semifinale con il Venezuela, poi vincitore.

I giocatori dell'Italia del baseball esultano durante la sfida contro gli Stati Uniti al World Baseball Classic
I giocatori dell’Italia del baseball esultano durante la sfida contro gli Stati Uniti al World Baseball Classic

Nel basket le ragazze sono finalmente tornate alla fase finale di un Mondiale – che si disputerà dal 4 al 13 settembre in Germania – dopo 32 anni, giungendo seconde nel girone di qualificazione dietro gli Usa (unica sconfitta) e centrando la vittoria decisiva contro la Spagna vicecampione d’Europa. Per non dimenticare il cricket – sì, il cricket – che al debutto al Mondiale ha ottenuto la prima storica vittoria con il Nepal.

E il calcio? In attesa dei playoff Mondiali

E il calcio? Si perde tra le eterne polemiche arbitrali – vedi il naufragio dell’esperimento Open Var, tentativo di spiegare le decisioni sul campo – e le figuracce internazionali dei club. L’Atalanta era l’ultima nostra rappresentante in Champions League, è uscita agli ottavi con un mortificante 2-10 incassato dal Bayern Monaco. Ci restano Bologna in Europa League e Fiorentina in Conference e sembra lontanissimo quel 2022/23 quando il Milan eliminò il Napoli nel derby italiano ai quarti e poi uscì in quello successivo in semifinale con l’Inter, poi battuta con onore dal Manchester City a Istanbul.

Gennaro Gattuso
Il ct della Nazionale di calcio italiana, Gennaro Gattuso (foto Ansa)

Ancor più lontana è poi l’ultima presenza italiana alla fase finale di un Mondiale. Buttati fuori in Brasile nella fase a gironi per la sconfitta a Natal con l’Uruguay il 24 giugno 2014, non ci siamo qualificati a Russia 2018 e a Qatar 2022. Ora tocca a Rino Gattuso provarci, dopo essere stati sculacciati dalla Norvegia nel girone eliminatorio. Ancora una volta ai playoff, come nei due fallimenti precedenti. In campo giovedì 26 a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, quindi – in caso di vittoria – martedì 31 in trasferta con la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina. Nazionali che un tempo – esatto, un tempo – avremmo rispettato, ma non temuto. Ma oggi il mondo, per l’appunto, va al contrario.

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