Pisapia va al Gay Pride di Milano (e se ne frega delle politiche per la famiglia)

Il sindaco patrocina la parata delle associazioni omosex, ma da quando guida la città ha affossato tutti i provvedimenti per la famiglia

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Riportiamo di seguito il post del consigliere comunale milanese Matteo Forte (Pdl) – La Giunta comunale, ad un anno dall’istituzione del Registro delle Unioni Civili, ha voluto patrocinare il Milano Pride di ieri, la marcia delle associazioni Lgbqt per le vie del centro. Massimo rispetto per chi manifesta le proprie idee, ci mancherebbe. Ma non posso evitare di denunciare con rammarico il disprezzo che questa Giunta mostra nei confronti delle famiglie milanesi. Le uniche proposte in due anni a favore dei nuclei milanesi sono state quelle presentate dall’opposizione.

La Giunta nel frattempo ha soppresso il servizio di Informafamiglia, scippandosi i finanziamenti residui che una legge dello Stato impegnava per servizi di quel tipo, e non più tardi di giovedì scorso ha bocciato l’introduzione del Fattore Famiglia che avevo proposto per il pagamento della Tares. Dei correttivi all’Isee, per tutelare maggiormente le famiglie numerose e quelle affidatarie nell’accesso ai servizi comunali, non se ne sa più nulla. Eppure il mio emendamento al riguardo era stato votato e accolto nel Piano di Zona dello scorso settembre. La stessa sorte è toccata al finanziamento di progetti volti a incentivare il ricorso alla mediazione familiare e per contrastare una delle nuove cause di povertà: la separazione dei genitori. E infine è rimasta lettera morta anche l’introduzione della dichiarazione della propria situazione economica del genitore non convivente nel caso di iscrizione all’asilo del figlio. Questo per evitare che finti ragazzi padri o madri sorpassino ingiustamente genitori sposati ed entrambi lavoratori. Forse anche questo contribuisce ad avere oggi in lista d’attesa oltre 3mila bambini che necessitano di un nido o una materna. Di tutta questa situazione discriminante la Giunta Pisapia è colpevolmente responsabile. Così come lo sono i due assessori cui è principalmente dovuta una mancata politica familiare in città, quello al welfare e quello all’educazione.

L’ennesima operazione di propaganda, come l’annunciata apertura della Casa dei diritti a spese del Comune, è una nuova umiliazione nei confronti delle famiglie milanesi che, ormai, si impoveriscono sempre di più e vengono spinte ad abbandonare una Milano in procinto di morire per il crescente declino demografico in atto. E per il quale questa Giunta inetta non muove un dito. Anzi, tra i suoi primi atti d’insediamento c’è stata la soppressione dei bonus bebé.

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