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Perché Mario Mantovani è ancora in carcere?

ottobre 21, 2015 Andrea Camaiora

Più tempo passa più vengono meno le istanze alla base del presupposto della custodia cautelare. Eppure la gip non è d’accordo

Caro direttore, il caso Mantovani mostra che la battaglia giudiziaria si consuma in prima battuta sul piano mediatico, a scapito della civiltà giuridica e della tenuta sociale e democratica del nostro Paese, caratterizzato da due pessime abitudini: è quello in cui si emana prima (sostanzialmente subito) un pressoché inappellabile giudizio di colpevolezza contro gli indagati ed è anche quello nel quale la giustizia procede con maggiore lentezza, così da consentire che si sedimenti un giudizio negativo nei confronti della persona sottoposta a procedimento giudiziario, ma anche che tale procedimento provochi al povero disgraziato più danni possibili.

Mario Mantovani – come già altri prima di lui (si ricordi l’anno scorso, Claudio Scajola) – è stato arrestato “in favore di telecamera” per la serie, come si sarebbe detto una volta, «sbatti il mostro in prima pagina».

Il senatore, una vita nel sociale a favore degli ultimi, una storia di successo da imprenditore sociale mai macchiato dall’ombra di uno scandalo (ad esempio episodi di violenza, maltrattamenti, furti, nelle case di riposo che aveva contribuito a fondare tra gli anni ’80 e ’90), è stato ritratto da Gian Giacomo Schiavi sul Corriere della Sera in un modo che non soltanto non ha nulla a che fare con l’essenza del giornalismo, fare informazione separando i fatti dalle opinioni, ma che chiaramente ignora la deontologia professionale e financo il buon vecchio buonsenso.

Alla richiesta di arresto, sul piano giudiziario e comunicativo, il senatore Mantovani poteva rispondere in due modi: mostrandosi aperto nei confronti degli inquirenti, con un atteggiamento aperto e collaborativo, oppure chiudendosi in un comprensibile riserbo, presentandosi quindi all’interrogatorio di garanzia rifiutando nettamente l’appropriatezza dell’inchiesta e dell’arresto, avvalendosi della facoltà di non rispondere e rinviando al tribunale del riesame la decisione sulla sua remissione in libertà.

Ecco, Mantovani ha scelto la prima strada, come a voler dire ai magistrati: «Potete aver inteso certi indizi nel modo sbagliato ma chiarisco tutto, vi fornisco alcuni elementi per fare chiarezza e altri avrò modo di portarli alla vostra attenzione nelle prossime settimane».

L’arresto aveva suscitato, come è noto, numerose prese di distanze e perplessità da parte di autorevoli operatori del diritto, non soltanto avvocati, e quindi poteva apparire nell’ordine delle cose che in pochi giorni Mantovani e le altre tre persone coinvolte finissero quanto meno agli arresti domiciliari. Ha detto ad esempio l’ex presidente dell’unione camere penali, Vinicio Nardo: «È una cosa eccessiva anche rispetto alla prassi; gli impegni di lavoro del Gip non giustificano questo lasso di tempo tra la richiesta di arresto e l’ordinanza. D’altronde, più tempo passa più vengono meno le istanze alla base del presupposto della custodia cautelare, vale a dire il pericolo di reiterazione del reato, l’inquinamento delle prove e la fuga all’estero».

Di fronte all’atteggiamento aperto di Mantovani e dei suoi legali, pm e gip hanno risposto picche, confermando l’irrituale detenzione, ma in un modo che non deve passare inosservato. La gip, Stefania Pepe, è entrata nel merito di due aspetti caratterizzanti l’arrestato: «Resta comunque un influente politico a livello nazionale» e «conserva l’incarico di consigliere regionale».

Sarà mica un modo per dire – con raffinata tecnica comunicativa – che la posizione di Mantovani risulterebbe alleggerita se rassegnasse le dimissioni anche da consigliere regionale?

È qualcosa su cui riflettere, tanto più che proprio Mantovani non aveva perso tempo e si era in poche ore, già il primo giorno, autosospeso dagli incarichi di giunta.

Foto Ansa


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13 Commenti

  1. beccario says:

    In tutti i paesi civili stai dentro finchè non spifferi tutto.

    • Matteo says:

      In tutti i paesi civili stai dentro se colpevole, non se sei un presunto colpevole senza uno stralcio di prova. Peraltro la corte UE ha definito una tortura la carcerazione preventiva, ma alla gente interessa solo quando dice che la tortura è una cosa brutta.

    • Alessandro2 says:

      Sì, certo, Paesi civili come il Venezuela, la Corea del Nord o la Cina. Che come il nostro hanno giudici politici: ovviamente di sinistra.

  2. Mules says:

    Il problema è che quando si dice “eccessiva anche rispetto alla prassi” e “l’irrituale detenzione” non è affatto irrituale è questa stessa la “prassi” (per non parlare del fatto che esista una “prassi”..)

    Inoltre il “civile” codice penale italiano specifica che non si può usare lo strumento della carcerazione preventiva allo scopo di far “confessare” o parlare!

  3. Nino says:

    A sentire i giornali, Mantovani resta in carcere perchè non ha saputo spiegare come abbia fatto una persona onesta e non ricca di famiglia (a diventare proprietario al 90% (il restante 10% è del figlio) della Spem srl, che possiede immobili per oltre 11 milioni di euro

    • Giovanni says:

      11 milioni non sono cifre irraggiungibili dopo una vita di lavoro. Allora bisogna chiedersi come hanno fatto certe persone che vengono dal niente (soprattutto dai paesi dell’est o dalla Cina dove fino a pochi anni fa non c’era nemmeno la proprietà privata) a diventare miliardari. Ma nessuno gli chiede conto di questo e, soprattutto, vengono osannati dai giornalisti di mezzo mondo (specialmente quando comprano squadre di calcio).

    • Giannino Stoppani says:

      Scusate, io vengo da Marte…
      A quale titolo un magistrato chiede spiegazioni della ricchezza di una persona?
      E’ reato essere ricchi?!
      Se ci sono dei reati li si contesti e li si provi.

  4. viccrep says:

    in molti casi i pm e giudici collusi hanno giocato sporco, è nella stessa giustificazione del giudice Pepe a mantenere in carcere Mantovani perché persona influente.
    Anche il giudice Pepe è molto influente giocando con la libertà di una persona, forse dovrebbe assaggiare il carcere

  5. giuliano says:

    sta dentro perché i vermi di sinistra così hanno deciso

  6. Controcorrente says:

    Questo capita a chi di ramazza colpisce di ramazza subisce il neo governatore (garantista) Maroni prima di sedersi sullo scranno più alto della regione meglio amministrata negli ultimi 20 anni con la sua ramazza si è posto parte civile nei confronti dell’ex governatore,mentre Mantovani aveva preso le distanze dal suo collega di partito pretendendo l’assessorato alla sanità vale a dire quello che aveva messo in crisi la giunta Formigoni.

  7. Oscar says:

    Perchè? Perchè è di destra, e la magistratura quindi ci va giù pesante.
    Viviamo in uno stato di polizia (di sinistra) e a democrazia limitata. Ricordo a tutti che l’ultima volta che gli italiani sono andati a votare per le politiche hanno scelto una maggioranza di centrodestra. Cos’è successo dopo? Hanno messo in galera il capo di quel governo e hanno fatto una nuova maggioranza, di sinistra, che ci governa illegittimamente da oltre tre anni.
    Peggio che in Bielorussia (lì almeno votano).

  8. luca says:

    Piu’ che altro mi chiedo perche’Tempi difenda a spada tratta proprio questa persona…in fin dei conti le carceri sono piene, probabilmente anche di innocenti.

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