Perché lo smart working è qui per restare

Il telelavoro funziona: rende più produttivi, ma anche più sereni e gratificati. Continuerà a consolidarsi anche dopo la pandemia

Smart working

Tutti o quasi, centinaia di migliaia di lavoratori, a casa a scoprire lo smart working (lavoro agile o lavoro intelligente). Ma poi, quando questa pandemia sarà finita, cosa accadrà? La risposta è che lo smart working è qui per restare, in varie modalità, via via più consolidate. Perché il telelavoro funziona: rende più produttivi, ma anche più sereni e gratificati.

Da notare il boom che sta registrando in questi giorni chi è in grado di fornire piattaforme per conference call, interconnessioni, lezioni a distanza, webinar: Microsoft, o concorrenti italiani, fino a offerte più elaborate come quelle di Cisco, in grado di organizzare videoconferenze, anche con oltre 100 partecipanti.

Il telelavoro, nel futuro, sarà qualcosa di molto diverso: assai più complesso e flessibile di quanto non ci sembri oggi.

Il punto di partenza è che lo smart working non è affatto una modalità per eclissarsi o lavorare meno: il telelavoratore è più produttivo, in termini quantitativi sia secondo altri parametri specifici. Mentre i lavoratori legati agli orari normali incrementano la loro produttività, mediamente, rispetto al mese precedente, del 15 per cento, i telelavoratori l’aumentano più rapidamente, fra il 20 e il 30 per cento. E questa crescita, accelera man mano che passano i mesi, come se, via via, i telelavoratori si impratichissero della nuova esperienza.

Più in generale, gli smart workers sembrano in grado di organizzarsi meglio, si dichiarano più attivi, più concentrati. Decisivo, sotto questo profilo, il tempo e la fatica risparmiati evitando lo stress e gli imbottigliamenti del traffico per andare e tornare dall’ufficio. E contribuisce anche il fatto di avere più tempo e più possibilità sbrigare le mille faccende in casa.

Come è prevedibile, a dichiarare i maggiori vantaggi sono le lavoratrici, meno costrette a dividersi fra casa e ufficio, fra figli e principale. Ma il telelavoro sembra modificare, secondo la ricerca, anche radicati atteggiamenti maschili.

Francesco Megna, autore di questo articolo, è commerciale settore banking

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