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Perché «inevitabilmente ci saranno altri attentati», e non solo in Belgio. Italia in allarme

marzo 23, 2016 Redazione

Per Gilles Kepel il paese simbolo dell’Europa è stato colpito perché «somiglia a uno stato fallito» come l’Iraq e la Siria. Un rapporto preoccupante al Copasir

bruxelles-attentato-polizia-ansa

Perché martedì i terroristi dello Stato islamico hanno sferrato il loro attacco proprio a Bruxelles, e proprio mentre la città era sotto massima osservazione (per via del blitz che venerdì scorso ha portato all’arresto di Salah Abdeslam), come se fossero sicuri che nessuno sarebbe riuscito ugualmente a fermarli? È la domanda rivolta da Lorenzo Cremonesi per il Corriere della Sera a Gilles Kepel, storico e politologo francese, tra i maggiori esperti di fondamentalismo islamico “europeo”, che da diversi mesi studia la proliferazione del jihadismo in Belgio. L’intervista merita la lettura per intero, ma già il titolo rende bene il concetto di fondo: il paese simbolo dell’Unione Europea è finito nel mirino «perché somiglia a uno Stato fallito».

COME SIRIA E IRAQ. Secondo Kepel «non è affatto strano che Isis, o Daesh come lo chiamano in arabo, colpisca in Belgio. I terroristi si muovono particolarmente bene dove le strutture statali sono deboli. Lo abbiamo visto in Iraq e Siria: Isis prospera nei cosiddetti Stati falliti. E quello belga è uno di questi. La questione linguistica lacera la società belga. Lo scontro tra fiamminghi e valloni francofoni ha ormai raggiunto livelli da guerra civile strisciante. Siamo arrivati al punto che le due polizie non si parlano tra loro. Analisti e politici europei continuano ad avocare maggiore cooperazione tra le forze di sicurezza dei Paesi membri, senza rendersi conto che in Belgio questa cooperazione non esiste neppure tra quartieri di lingua diversa nella stessa capitale Bruxelles. In una situazione di questo genere gli estremisti islamici operano come pesci nell’acqua».

LA MACCHIA DI SALAH. Lo studioso conferma che il doppio attentato all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles – «anche se è ovvio che i terroristi avevano già pronte azioni del genere» – può essere letto come una reazione alla cattura di Abdeslam, ricercato per le stragi jihadiste di novembre a Parigi, che rappresentava «una sconfitta totale» per l’Isis, poiché Salah il 13 novembre scorso non aveva avuto il coraggio di «morire da martire della guerra santa» facendosi saltare in aria in Francia, e non solo «è stato un codardo e un vigliacco clamoroso» ed è scappato a nascondersi da sua madre nel famigerato quartiere di Molenbeek, ma adesso «addirittura sta collaborando con gli inquisitori».

L’IDEOLOGO DEI CANI SCIOLTI. Per tornare al Belgio, Kepel ritiene «paradossale e anche molto pericoloso» il fatto che sia stato colpito nella sua capitale proprio il paese che ospita le sedi simbolo delle istituzioni europee. «Il Belgio è oggi il ventre molle dell’Europa, che per molti aspetti ne sintetizza le debolezze strutturali», dice al Corriere. E infatti, continua Kepel, «Abu Musab al Suri, il noto reclutatore-ideologo di origine siriana che teorizza il terrorismo di piccole cellule jihadiste completamente separate le une dalle altre, da tempo ormai guarda a Bruxelles come a un fantastico campo di battaglia», perché «i controlli sono minimi» e dunque «è facile muoversi nella città», dove tra l’altro «gli obiettivi da colpire» sono «ben visibili».

«CE NE SARANNO ALTRI». «Nel caos sociale belga – insiste lo storico – i terroristi sono ormai una realtà profondamente radicata sul territorio e trovano sostegno in piccole comunità islamiche omogenee e coese», come avviene appunto a Molenbeek, che ormai è perfino peggio delle banlieue francesi. Quindi per Kepel «inevitabilmente ci saranno altri attentati», e non solo in Belgio. Roma è «carica di simboli e Isis ha già annunciato che la colpirà», quindi «il fatto che in Italia non vi siano ancora stati attentati maggiori significa molto poco».

NON “SE”, MA “QUANDO”. Il nome di Al Suri compare oggi anche in un articolo di Repubblica dedicato proprio all’allerta delle forze di sicurezza italiane rispetto alla possibilità di un attentato islamista anche sul nostro suolo. L’ideologo islamista dei “lupi solitari” sarebbe infatti l’ispiratore di Mohamed Game, il libico che nel 2009 tentò di far scoppiare una bomba davanti alla caserma Santa Barbara di Milano, «il cui dossier ieri circolava sulle scrivanie dei nostri apparati». Secondo Repubblica  è sempre il «jihad individuale» il maggior pericolo per l’Italia, dove le “fabbriche di jihadisti” come Molenbeek a Bruxelles fortunatamente non esistono ancora. In ogni caso, scrive il quotidiano citando un anonimo «alto dirigente del Viminale» (e segnalando anche i timori suscitati dalla diffusione in rete di una foto del Papa vestito da crociato), «il problema non è capire se in Italia ci sarà un attentato. Il problema è capire quando ci sarà».

CONFERME DAGLI 007. «Questa volta il rischio attentati sembra essere confermato anche dai nostri servizi di intelligence», scrivono sul Messaggero Cristiana Mangani e Sara Menafra. «Le preoccupazioni degli 007 sono contenute in un report che è stato consegnato qualche giorno fa al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza». Nel documento sono contenute secondo il quotidiano romano «diverse segnalazioni arrivate anche dall’intelligence di  paesi-amici» che «riguarderebbero principalmente le città d’arte, in particolare Roma e Milano, oltre ai treni e all’alta velocità». Le minacce anche esplicite rivolte dai militanti dello Stato islamico al nostro paese non sono mancate negli ultimi mesi. Ma adesso, spiega il Messaggero, «più che dei foreign fighter di ritorno, la preoccupazione potrebbe riguardare la presenza di cellule organizzate. (…) Strutture che potrebbero aver trovato una base logistica nei paesi del Nordest o anche in Campania, persone che vivono in Italia da decenni e che qui, come è accaduto nel nord Europa, hanno maturato la volontà di agire per diffondere il califfato».

Foto Ansa


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30 Commenti

  1. Rolli Susanna says:

    Ho ritrovato altrove ilmiovecchio post, chiedo scusa.

  2. dudu says:

    questo politologo è un genio. Davvero non dice nulla. i matti ci sono e ci sono sempre stati. Vanno trovati e assicurati alla legge. Che un francese parli male del belgio. Se per lui uno stato fallito è dove c’è libertà … perchè non parla un pò dello stato fallito della repubblica francese.

    • Rolli Susanna says:

      Ci sarà abbastanza posto nelle patrie galere?

    • Sebastiano says:

      Magari potresti fare un’indagine sullo stato di diritto a Molenbeeck. Così, giusto per sapere in cosa consiste questa libertà…

      • Alberto says:

        A Bruxelles piccola variazione al canovaccio degli attentati di “chiara matrice islamica” :
        Niente documento di identità “casualmente” dimenticato dai terroristi.
        Questa volta in un bidone della spazzatura uno degli attentatori suicidi, Ibrahim El Bakraoui ha gettato il suo computer, dove ha lasciato un appunto, che è il suo “testamento”.
        Ancor meglio del passaporto di uno dei kamikaze trovato intatto sotto le Twin Towers, meglio della carta d’identità dimenticata in auto da uno dei massacratori di Charlie Hebdo. Ormai si va sul tecnologico…

        • Sebastiano says:

          Guarda che il pullmino di ritorno da plutone passa fra qualche minuto. Magari riesci prenderlo per tornare tra noi. Occhio al bigliettaio: ti sembrerà una sirena ma non lo è.

        • underwater says:

          Ha ragione Seba, vieni proprio da Plutone.

          • underwater says:

            Siccome ilCorano parla per voi, vi attaccate ai cavilli. Logico e consequenziale.

        • soldo says:

          La rivendicazione ISIS è arrivata dal famoso “SITE” di Rita Katz, tutti i servizi segreti del mondo non hanno scovato la rivendicazione e il SITE invece si, in arabo e in francese. Le bombe sono scoppiate, magari anche i postini con loro, ma chi avrà schiacciato il bottone?

          • underwater says:

            Può averlo postato chiunque, ma non si può razionalmente sostenere la rivendicazione che sognate.

            • soldo says:

              potrebbe essere un attentato di matrice islamica, come un attentato volto a condizionare l’opinione pubblica e le scelte dei governi, fatto su commissione di qualche apparato militare o servizio segreto.
              Comunque se la rivendicazione era in un posto introvabile per tutti tranne che per uno, non può averla postata chiunque.

              • underwater says:

                Soldo, chi ha un po di memoria ricorda che quel che dici lo ripetevano coloro che dicevano “né con lo Stato, né con le Br”, che poi voleva dire nella realtà “con le Br”.

              • Sebastiano says:

                Adesso ho gabito, sei sembre lo sdesso del gombloddo ghe gida le sdesse fondi perghé bensa di essere biù indelligende e bravo degli ebbrei…

                • Giuphap says:

                  Leggendo questi commenti si capisce il perché l’occidente è oramai finito per sempre! vi ammazzano a casa vostra e voi non trovate di meglio che dire fesserie, abbiate almeno rispetto per tutte queste persone che meritano verità è giustizia e per i nostri figli che dovranno affrontare un futuro incerto a casa loro pieno di paure a causa d’altri:politica di sinistra e sharia porteranno l’Europa nel baratro….ma voi preferite non vedere perché siamo noi cattivoni occidentali a fare tutto, troppo intelligenti per farvi fregare dalle apparenze! io penso invece che sia ora di prendersi le proprie responsabilità quando è ora di andare al voto, indipendentemente dall’ onestà che non è né di destra ne di sinistra, ma personale, ciò che bisogna guardare è il programma elettorale ed essere coerenti con ciò che ci si auguri per il futuro. Buona vita a tutti indipentemente a come la pensiate.

  3. Menelik says:

    A me, quello che manda su tutte le furie, è pensare che gente morirà per difendere l’Occidente.
    Non saranno solo militari dei nostri eserciti occidentali, ma anche civili, oltre che membri delle forze di sicurezza.
    E cosa fanno i complottisti?
    Per ogni evento, o attentato, si inventano fesserie da diffondere in rete in cui islamisti dichiarati sono sempre inevitabilmente innocenti o strumenti di altri poteri, ed i colpevoli sono sempre i soliti “servizi segreti deviati” occidentali, e gli immancabili israeliani.
    Purtroppo alcuni nostri uomini moriranno per difenderci.
    E gli tocca morire anche per quegli stupidoni che si masturbano il cervello in complotti.
    Morire per loro è la beffa suprema.
    Io, per gli Italiani comuni si, per la gente comune si, ma per loro nemmeno un graffietto varrebbe la pena.
    Quelli vivono col cervello su un’altra galassia.
    Troppe canne, il THC manda via di testa.
    LEGGETELA L’INTERVISTA AL LEADER SALAFITA BELGA, SOMARI, E MEDITATELA.
    (E’ il video col titolo Sharia per il Belgio, in alto a destra).

    • gigetto says:

      I complotti sono la norma, caro lei, e sionisti dominano il mondo. Basta leggere un sussidiario di storia e essere persone oneste.

      • Varigotti says:

        L’accusa più grave sugli attentati di Bruxelles e totalmente ignorata dalla stampa italiana arriva dal giornale israeliano Haaretz che riferisce come i servizi di sicurezza belgi e altre agenzie di intelligence occidentali avevano avuto in “anticipo gli avvertimenti di intelligence precisi” per quanto riguardava gli attentati di martedì.
        Secondo il giornale israeliano: “i servizi di sicurezza sapevano, con un alto grado di certezza, che gli attacchi erano stati pianificati nel prossimo futuro per l’aeroporto e, a quanto pare, per la metropolitana pure.”
        Se la relazione del giornale israeliano dovesse essere accurata, solleva molte domande sgradevoli e francamente inquietanti sia per le autorità locali che internazionali, scrive Zero Hedge, come ad esempio la ragione per cui a seguito della cattura Salah Abdeslam, il Belgio non abbia alzato lo stato di allerta, come ha fatto a novembre a seguito degli attentati di Parigi.

      • underwater says:

        Un sussidiario del Ventennio confezionato dal Minculpop, perché in uno serio le cose sono sempre più complesse.

    • Alberto says:

      A Bruxelles piccola variazione al canovaccio degli attentati di “chiara matrice islamica” :
      Niente documento di identità “casualmente” dimenticato dai terroristi.
      Questa volta in un bidone della spazzatura uno degli attentatori suicidi, Ibrahim El Bakraoui ha gettato il suo computer, dove ha lasciato un appunto, che è il suo “testamento”.
      Ancor meglio del passaporto di uno dei kamikaze trovato intatto sotto le Twin Towers, meglio della carta d’identità dimenticata in auto da uno dei massacratori di Charlie Hebdo. Ormai si va sul tecnologico…

      • Sebastiano says:

        E io che ero convinto che avessi smesso…
        Ma chi te l’ha fornita stavolta la roba?

      • Brianzolo says:

        Su vari siti di controinformazione si parla in questo giorni dell’esistenza di attori professionali sui luoghi di attentati e sparatorie, che fingono per conto dei media in scene ad elevata drammaticità

        • underwater says:

          Negli ospedali belgi i vostri “attori” stanno soffrendo davvero.

        • soldo says:

          “I nostri attori”, vanta la ditta inglese ma globale, “conferiscono intenso realismo a incidenti simulati con morti di massa, durante sequestri di persona ed emergenze, e minacce o eventi ostili in posti pubblici e urbani”.
          Sotto, alla voce “prosthetics”, si legge:
          “Ferite e sangue sono creati da artisti professionali del trucco stimati in tv e nel cinema per raffigurare ferite anche orrende (…) e ciò genera le sensazioni in cui vogliamo si sentano i partecipanti in addestramento durante le simulazioni”.

          Che siano stati loro a realizzare le decapitazioni in tuta arancione per rendere note al pubblico le taciute, vere, e numerose decapitazioni dell’ISIS?

          • underwater says:

            Soldo, la tesi degli attori non ha più dignità del disco volante di Elvis. A Bruxelles la gente sta soffrendo davvero e wuesto è sciacallaggio.

            • soldo says:

              Nessun riferimento a Bruxelles.
              Salvo prova contraria la ditta in questione esiste,
              e dal sito “complottista” la ragazza che si spaccia “… come compagna di scuola di Adam Lanza, lo sparatore di Sandy Hook, e poi come la sorella di James Foly, il giornalista che sembra sia stato decapitato in Siria da un boia dell’ISIS…” a me sembra proprio la stessa persona.
              Quindi il fenomeno di questi attori (non so se proprio questa ditta) viene usato da qualche giornalista.

            • underwater says:

              Jack, nom fwrmi tirare fuori l argomento dei falsi funerali di Hamas, con la salma che scappa sulle sue gambe al comparire di un semplice elicottero giornalistico. O la messinscena del famoso dodicenne. Nel fingere gli arabi sono maestri, lo vedo anche in Caritas.

          • Alberto says:

            @Brianzolo

            “attori professionali sui luoghi di attentati e sparatorie”

            Il termine tecnico è “crisis actor”. Leggevo un articolo di Blondet in cui segnalava il sito di una ditta fornitrice appunto di crisis actors, la Crisis Cast. Britannica, che è addirittura una multinazionale con sedi dovunque. Quello che giornalisti leali come Blondet, Chiesa, Marcello Foa e (pochi) altri vogliono far notare è l’enorme circo mediatico in essere avente come scopo ultimo, manipolando la realtà, con un sapiente (e diabolico) mix di verità e menzogne, di manipolare ed orientare l’opinione pubblica.

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