Paritarie nel «limbo». Contributi statali bloccati, tante scuole si indebitano con le banche

Il ritardo è dovuto al ricorso dell’Aninsei, che ha bloccato lo stanziamento dei fondi in attesa del giudizio della Corte dei Conti. Intervista all’esperta suor Anna Monia Alfieri: «Stipendi di agosto a rischio»

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scuola-cattolica-shutterstock_529646

I contributi alle scuole paritarie arriveranno con estremo ritardo anche quest’anno. Il ministero dell’Istruzione ha dato il via libera a fine maggio per la distribuzione dei fondi ma una sentenza sta bloccando tutto. L’Aninsei (l’Associazione nazionale degli istituti non statali di educazione e istruzione, facente parte di Confindustria) ha fatto ricorso al Consiglio di Stato per ottenere i fondi statali prima dei termini prestabiliti.

IL RISCHIO «LIMBO». Di norma, infatti, i fondi statali vengono elargiti prima alle scuole non profit e poi alle scuole for profit, come spiega a tempi.it suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e legale responsabile dell’istituto di cultura e di lingue marcelline a Milano: «Il ricorso dell’Aninsei è stato accolto, ora spetta alla Corte dei Conti decidere cosa fare. Solitamente l’organo impiega un mese per emettere una decisione, io temo che con la coincidenza dei mesi estivi questo tempo verrà ulteriormente dilatato. Ho paura che la Corte dei Conti deciderà tra parecchio tempo e che le scuole paritarie rimarranno nel limbo, in attesa di sapere che fine faranno i contributi tanto agognati».

RICORSO AI PRESTITI. L’Aninsei aveva tutto il diritto di fare un ricorso, ma secondo suor Anna Monia le conseguenze di questo gesto sono imprevedibili: «Le scuole paritarie devono riuscire a tenere duro anche questa volta. Mi scrivono tanti dirigenti scolastici, da varie parti d’Italia, raccontando le difficoltà di un’estate passata ad aspettare i contributi statali. Ci sono scuole che devono chiedere prestiti a istituti bancari per poter sperare di vedere l’inizio del prossimo anno scolastico. Ma che ne sarà di quelle piccole scuole paritarie di montagna, dove rappresentano l’unico appiglio educativo e le famiglie non hanno alternativa? Ci pensi bene lo Stato, ci pensi bene il premier Matteo Renzi, al quale ho scritto più volte, senza mai ottenere una risposta».

STIPENDI NON PAGATI. Le scuole paritarie devono ricevere ancora i fondi per l’anno scolastico 2015-16, ma ci sono istituti che stanno aspettando anche quelli del 2014-15: «La prima conseguenza, temo, è che non verranno pagati gli stipendi di agosto ai docenti, già di per sé sottopagati rispetto ai docenti statali. Si sommano così ingiustizie ad ingiustizie, che poi si ripercuoteranno anche sugli allievi delle scuole stesse, qualora fosse necessario chiudere per problemi finanziari. Quando una scuola paritaria chiude viene meno un pezzetto di libertà culturale. Ma questo alle parti politiche sembra non interessare, così come non interessa rispettare il diritto delle famiglie di decidere in che tipo di istituto iscrivere i propri figli. Il premier Renzi si dimentica volontariamente quanto le scuole paritarie fanno risparmiare allo Stato italiano, occupandosi dell’educazione di tantissimi ragazzi».

Foto scuola da Shutterstock

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