Parigi. Oggi i francesi si ribellano all’eliminazione del padre (e della madre)

Alle 13 comincia la grande manifestazione contro la “Pma per tutte”, l’estensione della fecondazione alle coppie di donne e donne single approvata in prima lettura. «Non esiste un diritto al figlio»

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Oggi sono attesi a Parigi decine di migliaia di manifestanti per protestare contro la “Pma per tutte“, ribattezzata “Pma senza padre”. Si tratta della famigerata estensione della fecondazione assistita alle coppie omosessuali di donne e alle donne single, contenuta nelle legge di bioetica, che allo stesso tempo crea un diritto al figlio per le donne ed elimina il diritto dei bambini a un padre.

«LIBERTÉ, ÉGALITÉ, PATERNITÉ»

Il collettivo “Marchons enfants”, che riunisce decine di associazioni tra le quali la Manif pour tous, si riunirà alle 13 in piazza Edmond Rostand, vicino al Senato, «per far sentire ai senatori l’inquietudine delle famiglie e dei francesi». Come recita l’invito a manifestare, «venite a scrivere la storia per le generazioni future. Niente è già deciso, niente è ineluttabile». Efficace lo slogan: «Liberté, égalité, paternité».

L’estensione della fecondazione è stata approvata all’Assemblea nazionale in prima lettura il 28 settembre: tutte le donne tra i 18 e i 43 anni potranno avere un figlio a spese dello Stato ricorrendo a un donatore di sperma. I bambini nati in questo modo potranno, una volta compiuti i 18 anni, accedere a poche informazioni sul loro padre biologico: età, motivazione della donazione di sperma, eventuali patologie. Non potranno conoscere l’identità del donatore né avere il diritto di incontrarlo.

L’UTERO IN AFFITTO È A UN PASSO

L’Assemblea nazionale ha anche stabilito come avverrà il riconoscimento della filiazione, scrive Le Monde. La coppia di donne che intende avere un figlio con la fecondazione dovrà recarsi preventivamente da un notaio e riconoscere legalmente prima di accedere alla procedura l’eventuale figlio che nascerà. La legge, dunque, non cancella solamente il padre ma anche «la specificità della madre che partorisce», come notato dalla deputata gollista Nicole Belloubet, perché riconosce come “madre” allo stesso identico modo la donna che partorisce e la sua compagna. La filiazione è inoltre falsificata, dal momento che dall’atto di nascita scompare la dicitura “padre”.

Il Parlamento ha anche approvato il riconoscimento automatico dei figli concepiti con madre surrogata all’estero dai francesi. Il genitore non biologico del bambino sarà riconosciuto automaticamente come genitore adottivo. La norma è evidentemente il preludio alla prossima legalizzazione dell’utero in affitto in Francia, alla quale porterà senza dubbio la “Pma per tutte”. Se infatti, nel nome dell’uguaglianza con le coppie eterosessuali, due donne hanno diritto alla fecondazione, allo stesso modo verrà presto riconosciuto nel nome della non discriminazione il diritto di due uomini a pagare una madre surrogata per avere un bambino.

MACRON FINGE DI ASCOLTARE

Come sottolineato in un articolo scritto per il Figaro dall’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, il governo francese, in particolare il presidente Emmanuel Macron e il ministro della Salute Agnès Buzyn, ha invocato un «dibattito pacifico» ma ha ignorato o minimizzato «con fare sdegnoso e arrogante» tutte le critiche. Durante gli Stati generali la stragrande maggioranza dei francesi si è opposta alla “Pma per tutte”, ma è stata ignorata, secondo un sondaggio Ifop dell’1 ottobre l’83 per cento dei francesi sostiene il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre, ma non sono stati ascoltati, l’allarme lanciato dall’Accademia di medicina sulle conseguenze per i bambini di una simile legge è stato ridicolizzato, al pari dei commenti di molti filosofi e pedagogisti.

«NESSUNO È PADRONE DELLA VITA»

Scrive monsignor Aupetit:

«Nessuno è padrone della vita, tanto meno dei suoi figli. La vita si trasmette, non ci appartiene. Mio figlio viene da me, ma non è un “mio bene”. Non posso rivendicare un diritto al figlio come un diritto alla casa. Un bambino è sempre un dono che bisogna accogliere senza trasformarlo in un oggetto prodotto dalla tecnologia dell’uomo e sottomesso al potere del denaro. Bisogna imparare a essere figli, cioè a capire che la nostra vita non viene da noi stessi, la riceviamo e dobbiamo imparare ad abitarla. Solo così possiamo essere veri genitori. Non si può strumentalizzare un bambino per soddisfare un desiderio individuale. Mi felicito del coraggio di chi si oppone alla falsa evidenza di un apparente progresso che costituisce invece una profonda regressione della nostra umanità. C’è un legame intimo tra il delirio tecnologico che porta alla distruzione del nostro pianeta nel nome del progresso e la follia tecnicista del desiderio che rivoluziona l’antropologia e la natura profonda della nostra umanità. Non spetta a me convincere tutti, ma spetta a me dirlo».