Il Papa incontrerà le vittime della pedofilia. Ma per la lobby che sponsorizza le cause legali sarà solo un «gesto insignificante»

La statunitense Snap era tra le ong che accusava il Vaticano all’Onu,e ora critica Bergoglio per la Messa che dirà assieme ad alcune vittime: «Azione che non cambierà nulla»

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Non piace a tutti la scelta di papa Francesco di celebrare Messa assieme ad otto vittime della pedofilia del clero. Bergoglio incontrerà il 6 o 7 giugno persone che hanno subito abusi provenienti da Germania, Inghilterra, Irlanda, continuando con la linea dura tenuta fin qui di fronte a questa piaga. Ma è proprio un’associazione che riunisce alcune delle vittime, la statunitense Snap (Survivors Network of those Abused by Priests), a dimostrarsi insoddisfatta da quanto fatto fin qui dal Santo Padre, definendo «insignificanti» le parole del Papa.

A CHE SERVONO QUESTI INCONTRI? L’associazione attacca apertamente la scelta di incontrare le vittime, un gesto visto come semplice azione di facciata: «Non cambierà nulla. È un’azione volta solo a promuovere compiacimento, e il compiacimento è nemico della riforma». E aggiunge: «Francesco sarà il terzo Papa a incontrare. Chiedetevi: potete citare un solo risultato positivo da questi incontri? Noi no». Alla Snap non sembrano interessare i progressi da più parti riconosciuti nella pulizia operata dalla Chiesa al suo interno, per trovare i sacerdoti colpevoli e punirli. Oltretutto, dimentica il valore proprio di alcuni momenti che in passato i papi hanno vissuto assieme alle vittime della pedofilia. Uno di questi fu nel 2009, quando Ratzinger incontrò a Cipro sette di loro, commuovendosi nell’ascoltare le loro storie: «Quando ho visto il Papa piangere davanti a me, mi sono chiesto: ma perché soffre così per una cosa di cui non ha nessuna colpa? Allora ho iniziato a sentire pace dentro di me. Per la prima volta ho pensato che avrei potuto perdonare chi mi ha fatto tanto male», fu il racconto di uno di loro.

IL RUOLO DELLA SNAP ALL’ONU. Le richieste della Snap non si fermano qui. Il Papa, «per amore della sicurezza dei bambini», dovrebbe rivelare i nomi dei 3 vescovi su cui il Vaticano sta indagando: «Se non l’avesse ancora fatto, cosa che temiamo, Francesco dovrebbe dare informazioni su queste tre persone alla polizia e ai magistrati sin da adesso, non importa che cosa sia veramente successo».
La Snap riunisce alcune delle vittime degli abusi del clero sui minori, e di recente è stata tra le ong che hanno supportato le udienze al Comitato sulla tortura dell’Onu. Sul banco degli imputati c’era appunto la Santa Sede, incalzata da varie associazioni che, oltre a voler processare il Vaticano per la pedofilia, spingevano affinché la Chiesa rivedesse le sue posizioni su aborto e contraccettivi. In passato fu sempre la Snap ad ammettere di incassare 3 milioni di dollari l’anno per l’assistenza alle vittime degli abusi, a fronte di spese dichiarate decisamente inferiori. Destando così il sospetto che più di un avvocato si sia arricchito seguendo le cause che in America sono state portate contro le diocesi.
Nel 2012, il loro leader, David Clohessy, aveva ammesso in una deposizione legale che il gruppo aveva pubblicato informazioni false al solo scopo di screditare la Chiesa cattolica.

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