Papa Francesco incontra il Congresso ebraico mondiale: «Persecuzioni. Prima è toccato a voi, ora a noi»

Il Pontefice ha incontrato una delegazione del World Jewish Congress. Il suo presidente aveva scritto in estate un bell’editoriale sul NY Times: perché il mondo tace sul massacro dei cristiani?

«Nel mondo ci sono ancora grandi sofferenze, prima è stato il vostro turno, adesso è il nostro turno». Lo ha detto oggi papa Francesco al presidente del World Jewish Congress, Ronald S. Lauder (nella foto sotto con Benedetto XVI), secondo quanto da lui stesso riferito. Sarebbero state queste le parole usate dal Pontefice che oggi ha incontrato in udienza i rappresentanti del congresso mondiale ebraico in occasione del capodanno Rosh Hashana.
A quanto si apprende, papa Bergoglio e i suoi ospiti hanno discusso di Medio Oriente e degli altri luoghi dove i cristiani sono perseguitati. «Il Papa ha detto che cristiani ed ebrei debbono pregare insieme per il mondo e per la pace nel mondo», ha riferito ancora Lauder. «Prima gli ebrei hanno sofferto selvaggi attacchi e il mondo è rimasto in silenzio. Ora sono i cristiani che vengono annientati e di nuovo il mondo dice poco. Perché il mondo non reagisce?».

L’ARTICOLO SUL NEW YORK TIMES. Lauder, come vi avevamo già raccontato, già in agosto aveva scritto sul New York Times un bell’articolo sulle persecuzioni dei cristiani. Anche allora aveva chiesto: «Perché il mondo sta in silenzio mentre i cristiani vengono massacrati in Medio Oriente e in Africa?». Il presidente aveva ricordato quanto accade in Nigeria con Boko Haram, in Siria, in Sudan, oltre, ovviamente, in Iraq. Secondo Lauder nessuno si occupava della sorte dei cristiani, né la politica né «le belle celebrità e le vecchie rock star, perché il massacro dei Cristiani non pare attivare i loro sensori sociali?». «L’indifferenza generale verso l’Isis, con le sue esecuzioni di massa dei cristiani e la sua volontà di morte di Israele, non è solo sbagliata; è oscena».
«Le persone buone – concludeva – devono unirsi e fermare questa ondata di violenza rivoltante. Non è come se noi fossimo impotenti. Scrivo questo da cittadino della più forte potenza militare sulla terra. Scrivo questo da leader ebreo che si preoccupa per i suoi fratelli e sorelle cristiani. Il popolo ebraico capisce fin troppo bene cosa può accadere quando il mondo tace. Questa campagna di morte deve essere fermata».