Pakistan. Cristiani minacciati dalla polizia: «Volete protezione? Pagate la tassa di sottomissione»

La polizia vuole vendicarsi per l’uccisione di due musulmani. «Volete la protezione della polizia? Pagate la jizya»

The Week In Mideast Photos

«Volete la protezione della polizia? Pagate la jizya». È quello che alcuni residenti pakistani del quartiere di Youhanabad, a Lahore, si sono sentiti dire dagli ufficiali della polizia della città, che vogliono vendicarsi per l’uccisione di due musulmani.

DOPO GLI ATTENTATI. Il 15 marzo, dopo che due attentatori suicidi si erano fatti esplodere davanti a due chiese del quartiere di Youhanabad, uccidendo 19 persone, una folla aveva linciato e ucciso due musulmani sospettati di essere collegati ai terroristi. Per l’omicidio, la polizia di Lahore ha arrestato «con un raid indiscriminato» circa 200 cristiani, senza neanche controllare la loro identità o il loro eventuale coinvolgimento nell’omicidio.

TASSA DI SOTTOMISSIONE. Ora sembra che la polizia voglia vendicarsi contro i cristiani. «La polizia ci ha chiesto di pagare la jizya per il “peccato” dell’uccisione dei due musulmani. D’ora in poi, potremo avere protezione dalla polizia solo se paghiamo questa tassa islamica, che non ha niente a che vedere con la legge». La jizya è la tassa di sottomissione prevista dal Corano per i cristiani che, in terra musulmana, vogliano continuare a mantenere la propria fede. Di recente, i cristiani di Mosul sono stati obbligati dallo Stato islamico a pagarla. In alternativa, potevano scegliere di convertirsi, andarsene o essere uccisi.

«PROCESSARE GLI AGENTI». «I criminali coinvolti negli scontri devono essere perseguiti», ha dichiarato Wilson Chowdhry, leader della British Pakistani Christian Association. «Ma gli innocenti devono essere lasciati liberi. Non conta che i due musulmani fossero armati, non si può giustificare in alcun modo la loro uccisione. Il governo del Pakistan però deve proteggere tutti i cittadini. Se la polizia locale impone la jizya, che è illegale, allora queste persone devono essere rimosse dai loro incarichi e processate».

«STESSO METRO PER TUTTI». Dai video in mano alla polizia, sembra che siano stati identificati i due cristiani colpevoli dell’omicidio. Si tratterebbe di Sohail Johnason e Yousaf Kamran. Il primo dei presunti colpevoli è fondatore e capo della Ong “Sharing Life Ministry Pakistan”. I cristiani non si stanno opponendo alle indagini della polizia per il duplice omicidio, chiedono però che vengano anche assicurati alla giustizia i mandanti del doppio attentato kamikaze contro due chiese e gli autori della sparatoria contro una terza: «È giusto assicurare alla giustizia i colpevoli, ma utilizzando lo stesso metro verso tutti, punendo anche i mandanti degli attentati», ha dichiarato Haroon Barkat Masih, a capo della “Masihi Foundation”.

Foto Ansa/Ap