L’arcivescovo di Canterbury: «I morti in Pakistan sono martiri, uccisi perché testimoniavano Cristo»

In un’intervista alla Bbc Justin Welby parla dell’attacco a Peshawar e dell’escalation di violenza contro le comunità cristiane: «Preghiamo per chi ci fa male, come Gesù sulla croce»

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Sono «martiri cristiani» le vittime dell’attentato del 22 settembre in Pakistan che ha ucciso 85 persone all’esterno dell’anglicana All Saints Church di Peshawar. Non usa mezzi termini l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby nella sua intervista radiofonica a Bbc Radio 4, parlando dell’escalation di attacchi che nelle ultime settimane hanno preso di mira molte comunità cristiane nel mondo: «L’apparenza spesso inganna, io credo che i cristiani sono attaccati semplicemente per la loro fede». Nell’intervista, il leader della Chiesa d’Inghilterra non ha ricordato soltanto le vittime del Pakistan: il suo pensiero è andato anche a Siria ed Egitto, dove nell’ultimo mese 42 chiese sono state date alle fiamme, e dove le comunità cristiane esistono «in molti casi sin dai tempi di san Paolo».

«PREGHIAMO PER CHI CI FA DEL MALE». «Credo sia vero dire, specie per i morti di Peshawar, che abbiamo visto più di 80 martiri negli ultimi giorni», è stato il commento di Welby, che dallo scorso gennaio ha preso il posto di Rowan Williams come arcivescovo di Canterbury. «Sono stati attaccati perché stavano testimoniando la loro fede in Gesù Cristo andando in chiesa». Welby ha rivolto un invito ai cristiani: pregare per la pace e la giustizia, «ma siamo anche chiamati a fare ciò che Gesù fece sulla croce, ossia pregare per chi ci fa del male».

LA BLASFEMIA COME SCUSA. In particolare, il pensiero dell’arcivescovo di Canterbury è andato alle vittime dell’assalto islamista del centro commerciale di Nairobi, in Kenya: le cronache dall’Africa in questi giorni hanno avuto molto seguito in Inghilterra anche per il coinvolgimento probabile di Samantha Lewthwaite, moglie di uno dei kamikaze della strage di Londra del 2005. E infine, parlando del Pakistan, Welby si è soffermato anche sulla tanto contestata legge sulla blasfemia: «È stata inserita molto tempo fa e la sua applicazione è variata di momento in momento. Ma è spesso stata usata in modi che si sembrano ingiusti e che prendono di mira le minoranze, e solo come una scusa per attaccare le minoranze».

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