Padoan al Parlamento europeo: «Dati economia peggiori delle aspettative. Più investimenti per le riforme»

Il ministro ha presentato a Bruxelles il programma del semestre italiano e commentato i numeri della crisi in Germania e Italia

Ieri Italia e Ue sono state scosse come per un terremoto dalla notizia che anche l’export italiano (dopo essere rimasto sempre positivo durante la crisi) è in calo (-2,5 per cento le commesse sull’intero anno, -2,1 per cento a maggio rispetto ad aprile) e soprattutto che anche la crescita in Germania, secondo la Bundesbank, «ha perso notevolmente slancio». Ieri le borse di Milano e di Francoforte hanno chiuso registrando le peggiori performance in Europa, rispettivamente del -1,48 per cento e del -1,11 per cento. Stamattina, il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan, in qualità di capo dell’Ecofin, ha parlato a Bruxelles davanti al parlamento europeo, cercando di tranquillizzare, ma ha dovuto ammettere: «Non posso che confermare che il quadro macroeconomico è deludente e i dati recenti sulla Germania fanno suonare il campanello d’allarme». Anzi, i dati «indicano che la debolezza è più persistente nel tempo e più estesa geograficamente di quanto ci aspettavamo 6 mesi fa».

«PIU’ INCENTIVI PER LE RIFORME». Padoan però, fin da subito nel suo discorso di presentazione del programma della presidenza italiana al parlamento, ha voluto sottolineare che «Sono ottimista sul fatto che ci puo’ essere una fase di riconsiderazione e dialogo su come le situazioni di crisi sono state gestite finora dalla troika e come potranno essere gestite nel futuro». La troika (Commissione europea uscente, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) anche per il ministro italiano è stata importante per reggere la crisi, e in alcuni casi per aiutare alcuni paesi in situazioni delicate. Ma ora sarebbe necessaria una svolta politica, che applichi le regole esistenti sulla stabilità «con lungimiranza». Il ministro ha insistito: «L’attuazione delle riforme comporta per i governi dei costi politici, sociali ed economici che si manifestano immediatamente, mentre i benefici interni di crescita e occupazione sono differiti nel tempo».