«Per loro Cristo era tutto». In memoria dei cento cristiani dell’Orissa, «martiri della fede»

Cinque anni fa in India gli estremisti indù fecero strage di cristiani, distruggendo case e chiese. Oggi la situazione è migliorata e «ci sono anche miracoli di conversione»

«Per loro Cristo era tutto». Ha detto così, in un’intervista alla Radio Vaticana, l’arcivescovo di Bombay, il cardinale Oswald Gracias, parlando dei cristiani uccisi cinque anni fa nel distretto di Kandahamal da estremisti indù. In quell’occasione – è caduto proprio ieri l’anniversario, era, infatti, il 25 agosto – furono uccise oltre cento persone e case e chiese furono distrutte dalla furia dei violenti.

NON HANNO ABIURATO. Il cardinale ha raccontato alla radio di essere stato l’anno scorso proprio in quella zona e di essere rimasto «grandemente impressionato», perché «la gente ha una grande fede in Cristo. Mi hanno spiegato quello che è successo cinque anni fa a quegli uomini, che sono davvero martiri della fede. Volevano, infatti, che rinnegassero Cristo, che dicessero di non credere in Cristo, ma loro hanno detto che questo non era possibile, perché per loro Cristo era tutto. Per questa ragione sono stati uccisi e hanno subito tanta violenza».

CONVERSIONI E BATTESIMI. Oggi la situazione è relativamente più tranquilla (anche se si verificano ancora casi di persecuzione), ma rimane la paura. «Fra un anno – ha spiegato Gracias – ci saranno le elezioni e bisognerà vedere che governo ci sarà. La gente ha paura di un governo che non si adoperi per nulla per i cristiani e per le minoranze. Potrebbe, quindi, scoppiare di nuovo la violenza. La situazione ora è calma, ma c’è comunque preoccupazione per il futuro». la situazione a Bombay, dove il cardinale è arcivescovo, è invece migliore e «ci sono anche miracoli di conversione: mi hanno detto, infatti, che un uomo, che si trova in prigione in questo momento perché aveva commesso violenze, si è convertito e si è fatto battezzare. Questi uomini si sono resi conto che i cristiani sono uomini di pace, che le donne pregano. Hanno visto il lavoro dei cristiani. Noi sappiamo che la croce fa parte della nostra religione – Gesù Cristo ci ha chiamato a portare la croce – ma abbiamo anche la grande speranza di avere la pace fra i diversi gruppi religiosi in India».