Ora anche Joe Biden punta tutto su una campagna «law and order»

Addio slogan come «abolire la polizia», ora il candidato democratico copia Donald Trump, che cresce nei sondaggi. Persino il Nyt fa marcia indietro

minneapolis violenze

«Saccheggiare non è protestare». Gli ci sono voluti tre mesi di violenze e scontri, che niente hanno a che vedere con l’antirazzismo, a Joe Biden per riconoscere l’ovvio: chi scende in piazza a spaccare tutto, rubare e bruciare – a prescindere dal motivo per cui lo fa – non può avere l’appoggio delle istituzioni. Soprattutto se le devastazioni vanno a danno di coloro che il candidato democratico dice di voler difendere maggiormente: le comunità di afroamericani.

«NON BISOGNA ABOLIRE LA POLIZIA»

Perfino il New York Times, bibbia liberal, dopo tre mesi passati a spiegare perché «cancellare i fondi alla polizia» o «abolire la polizia» non danneggia la sicurezza e perché la distruzione di proprietà privata non può essere messa sullo stesso piano della perdita di vite umane, intraprende una nuova strada spiegando che le comunità nere in città come Minneapolis vogliono «sia una forza di polizia migliore che una forza di polizia sufficiente a proteggere i loro bambini e le loro strade. Non vogliono scegliere tra una polizia non riformata o un dipartimento smantellato».

TRUMP GUADAGNA VOTI

A che cosa si deve questa netta giravolta? Come sempre in politica, ai sondaggi. È dall’inizio delle convention repubblicana e democratica che Donald Trump non smette di guadagnare voti, come sottolinea il manager della sua campagna presidenziale, Bill Stepien, alla Stampa:

«I sondaggi di Morning Consult e Rmg hanno registrato a livello nazionale uno spostamento dei consensi del 4% a favore di Trump, e quello di Emerson del 5%. Stesso discorso negli stati chiave, in Minnesota Biden è sceso da +13 a +3, mentre Trump è passato avanti di 2 punti in Michigan, 4 in Wisconsin e 1 in North Carolina. Questa tendenza è destinata a rafforzarsi, perché il tema dell’ordine pubblico gioca in nostro favore».

ANCHE I NERI VOGLIONO POLIZIA E PROTEZIONE

Se ne sono accorti anche i democratici, che ora non disprezzano più una campagna all’insegna del “law and order”. Anche perché in città chiave come Minneapolis il vento è cambiato. Dopo una sbornia di slogan come «abolire la polizia», il Consiglio comunale ha in effetti dato il via in giugno il processo per smantellare il dipartimento di polizia e sostituirlo con un «dipartimento di sicurezza e prevenzione della violenza», guidato da un funzionario «non appartenente alle forze dell’ordine» con al suo comando una divisione di «agenti di pace».

I leader delle comunità bianche e nere di Minneapolis Nord, dopo aver visto negli ultimi mesi un aumento nelle sparatorie e una presenza di forze dell’ordine sempre più esigua nel quartiere, hanno protestato e infine fatto causa al Consiglio comunale e al sindaco. Dall’uccisione di Floyd, infatti, almeno 100 poliziotti se ne sono andati o si sono messi in malattia o sono stati licenziati, lasciando il dipartimento in grave difficoltà. E chi è rimasto, per timore di subire assalti da parte dei cittadini, spesso non risponde più alle chiamate di soccorso in determinate zone della città. Due dei leader afroamericani che hanno fatto causa al sindaco, hanno scritto settimana scorsa sullo Star Tribune: «Vogliamo la riforma radicale della polizia. Ma non vogliamo sacrificare la sicurezza delle nostre comunità per raggiungere i nobili intenti del Consiglio comunale».

Il tema è serio: solo la settimana scorsa a Minneapolis si è sparsa la voce che un altro cittadino di colore era stato ucciso da un poliziotto. Decine di “manifestanti” sono scesi in strada e hanno saccheggiato due importanti negozi: Saks e Nordstrom. Si è poi scoperto che l’uomo in questione si era in realtà suicidato, ma i commercianti della città, compresi quelli afroamericani, hanno paura ad aprire i negozi.

Ora anche i democratici hanno capito che se vogliono vincere le elezioni, devono difendere le comunità più fragili e indifese, e che il miglior modo di farlo non è inseguire slogan irrealistici e proteste violente.

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Foto Ansa