Ohio, via l’immagine di Gesù dalla scuola. Non può stare nemmeno nello sgabuzzino

Due gruppi civili vincono la causa contro un istituto, sulle cui pareti appariva un quadro di Cristo. Non può stare nemmeno nel ripostiglio. E chi ha sporto denuncia si mette in tasca 15 mila dollari

Via il ritratto di Gesù e 95 mila dollari di spese: sono le pene in cui è incorsa una scuola di Jackson, nell’Ohio, a seguito di una causa intentata da due gruppi civili, l’ACLU (American Civil Liberties Union) e la FFRF (Freedom From Religion Federation). L’azione legale è stata portata avanti poiché la presenza di un’immagine religiosa in un istituto pubblico è incostituzionale, ma pare più dettata dal risentimento e dall’odio verso i cristiani che da un effettivo danno arrecato a qualche studente.

È LI’ DAL 1947. Quell’icona si trovava nella scuola dal 1947, affissa alla “Hall of Honor” dell’istituto, una parete che vuole commemorare alcune importanti figure storiche. A donarla, l’Hi-Y Club, gruppo connesso con la Youth Men’s Christian Association e presente nella scuola. Come ha spiegato il sovrintendente scolastico Phil Howard, quando ad inizio anno sono arrivate le prime richieste per rimuovere l’immagine, nessuno intendeva staccarla: «Non stiamo violando la legge, l’immagine è legale poiché ha una sua valenza storica. Non ha mai urtato nessuno».

L’AZIONE PARTE DAL WISCONSIN. I due gruppi però hanno deciso di portare avanti la causa, e lo scorso febbraio l’istituto si è trovato di fronte alla corte del Southern District of Ohio. Cinque sarebbero i querelanti, tre genitori e due studenti, tutti rappresentati dall’ACLU. Per quanto riguarda invece la FFRF, nessuno capisce in che modo avrebbe subito danno dal ritratto di Gesù, avendo l’associazione sede a Madison, nel Wisconsin: «Non intendo assolutamente tirare giù l’immagine solo perché lo vogliono alcune persone del Wisconsin», aveva giurato Howard, «sono persone che non conoscono nulla della cultura della nostra comunità, né perché il quadro è lì».

ALTISSIME LE SPESE LEGALI. Le due associazioni però hanno puntato i piedi. A loro giudizio si favorirebbe una religione più di un’altra. Non solo, come spiega il testo della querela, ci sarebbero diversi cittadini che addirittura, per colpa di quell’icona, «hanno sofferto e continueranno a soffrire un danno e un’offesa permanente, severa e irreparabile».
All’ACLU e alla FFRF non è bastato nemmeno che ad aprile l’immagine venisse rimossa e lasciata in uno sgabuzzino dell’aula di arte. Così, dieci giorni fa, si è arrivati ad un accordo: la scuola ha accettato di rimuovere l’immagine e di pagare il conto subito, prima che la battaglia proseguisse e le spese legali aumentassero ancora. Che sono già altissime: 80 mila dollari. I restanti 15 mila dell’intera cifra da pagare costituiscono il risarcimento danni per i cinque che hanno sporto la denuncia: tremila dollari a testa.